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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25567/2023 del 14/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per mancanza e contraddittorietà della motivazione in ordine alla ricostruzione del fatto e alla sua attribuibilità all'imputata. Si contestava l'affidamento sull'individuazione fotografica e sul riconoscimento operato dalla dipendente dell'Esselunga, la mancata considerazione dell'effigie della Pesente nel fascicolo fotografico, la non dimostrata coincidenza tra la carta tentata d'uso e quella sottratta dalla vittima, e un presunto contrasto con la testimonianza della maestra Vaglio Tanet circa la tempistica che renderebbe impossibile la sottrazione del portafogli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che la censura si risolvesse in una mera proposta di ricostruzione alternativa e congetturale dei fatti e non avesse evidenziato un vizio specifico della motivazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p. La decisione di merito è stata ritenuta congrua: i giudici avevano valutato immagini delle telecamere, il riconoscimento della dipendente dell'Esselunga e la testimonianza della cognata Pesente come elementi logici e coerenti per ritenere l'imputata autrice del furto aggravato e del tentato uso indebito della carta di credito. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Criterio utilizzato per valutare i motivi di impugnazione: in Cassazione rilevano vizi specifici della motivazione; non è sufficiente proporre ricostruzioni alternative dei fatti.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 47204 del 07/10/2015 (Musso)

    Principio che la Corte di legittimità non annulla per mere prospettazioni alternative o ricostruzioni congetturali rispetto alla valutazione dei fatti fatta dal giudice di merito.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 22256 del 26/04/2006 (Bosco)

    Rafforza la deferenza della Cassazione alla valutazione dell'attendibilità delle fonti probatorie compiuta dai giudici di merito.

  • Giurisprudenza: Sez. U., n. 930 del 13/12/1995 (Clarke)

    La funzione del giudice di legittimità è verificare che i giudici di merito abbiano esaminato gli elementi a disposizione, risposto alle deduzioni delle parti e applicato correttamente la logica, senza sostituirsi nella valutazione dei fatti.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti: per far accogliere un ricorso per motivi di motivazione è necessario indicare vizi specifici e deduzioni puntuali ai sensi dell'art. 606 c.p.p., non proporre semplici ricostruzioni alternative.
  • Un riconoscimento in sede di individuazione fotografica o la testimonianza di un dipendente possono avere valore decisivo se il giudice di merito li valuta come attendibili e li inserisce in una motivazione congrua; per contestarli serve dimostrare concrete ragioni che ne compromettano l'affidabilità.
  • La mera possibilità che un terzo (es. un congiunto) possa essere l'autore del reato non basta a ribaltare una sentenza: la difesa deve fornire elementi probatori che rendano l'ipotesi alternativa più plausibile e mostrare omissioni o contraddizioni nella motivazione.
  • Per mettere in dubbio la correlazione tra una carta di credito utilizzata e quella sottratta è necessario produrre prova o argomentazioni specifiche sulle incongruenze probatorie; affermazioni generiche non sono idonee in Cassazione.
  • In appello e in Cassazione conviene strutturare i motivi indicando esattamente quali passaggi logici o fatti il giudice avrebbe omesso o travisato, documentando l'incidenza di tali omissioni sull'esito della decisione.

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