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Sentenza

Sentenza n. 322/2026 - Bologna, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 363/2024 emessa dal Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 26.03.2024.

Giustizia amministrativa202501527

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, n. 363/2024, relativa al riconoscimento della Carta Docenti per cinque annualità, oltre rivalutazione monetaria o interessi legali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito rispetto alla sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, n. 363/2024, passata in giudicato. La sentenza ottemperanda aveva riconosciuto il diritto della docente a percepire la Carta Docenti per cinque annualità, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi legali dal dovuto al saldo. La pronuncia era stata notificata al domicilio reale dell'Amministrazione e risultava decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione spontanea. Il Ministero, ritualmente evocato, non si è costituito e non ha dato esecuzione al giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo provata la perdurante inadempienza dell'Amministrazione dopo il passaggio in giudicato della sentenza e la notificazione della stessa. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di eseguire integralmente la sentenza ottemperanda, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente pronuncia. Per il caso di ulteriore inadempienza, ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, o un funzionario delegato, con facoltà di subdelega, da attivarsi su istanza della ricorrente entro i successivi 90 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 1.000, oltre spese generali, oneri accessori e restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di ulteriore inerzia, un commissario ad acta.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile quando una sentenza passata in giudicato non sia stata spontaneamente eseguita dall'Amministrazione destinataria, purché sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge per l'adempimento.
  • Accertato l'inadempimento dell'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare l'esecuzione delle statuizioni contenute nella sentenza ottemperanda, tenendo conto e detraendo gli eventuali adempimenti o pagamenti medio tempore eseguiti.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza dell'interessato in caso di ulteriore inerzia dell'Amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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