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Sentenza

Sentenza del 17/03/2017 n. 6925 - Corte di Cassazione

GIURISDIZIONE CIVILE - STATI ESTERI ED ENTI EXTRATERRITORIALI Riscossione di un credito IVA - Regime di mutua assistenza fra gli Stati membri dell'Unione europea - Presupposto - Preventivo avvio dell'azione esecutiva interna - Necessità - Omissione - Conseguenze - Deroga in caso di scarso valore dei beni nello Stato richiedente - Esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente contestava la legittimità degli avvisi di esecuzione emessi dall'autorità tedesca su richiesta dell'Amministrazione finanziaria italiana, sostenendo che l'Italia non avesse preventivamente avviato procedure esecutive sui beni immobili di sua proprietà presenti sul territorio nazionale. Secondo il ricorrente, la richiesta di assistenza internazionale per il recupero dell'IVA era quindi priva di un presupposto essenziale. L'Amministrazione sosteneva invece che fosse sufficiente una valutazione prognostica sull'insufficienza o antieconomicità dei beni italiani, senza dover iniziare concretamente l'esecuzione interna.

La decisione

La Corte di cassazione ha riconosciuto la giurisdizione italiana, poiché la contestazione riguardava la validità della richiesta di assistenza e non gli atti esecutivi compiuti in Germania. Ha stabilito che il preventivo avvio dell'azione esecutiva in Italia costituisce un requisito necessario per chiedere l'assistenza di un altro Stato membro e non può essere sostituito da una valutazione dell'Amministrazione sull'eventuale scarso valore dei beni. Poiché nessuna procedura immobiliare era stata avviata in Italia, la richiesta di assistenza risultava viziata. La Corte ha accolto il ricorso principale, cassato la sentenza impugnata e accolto il ricorso introduttivo del contribuente, con condanna dell'Agenzia delle Dogane alle spese del giudizio di legittimità. Il ricorso incidentale dell'Agenzia è stato rigettato e quello del Ministero dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • Art. 346-ter del d.P.R. n. 43/1973 (Testo unico delle leggi doganali)

    La domanda deve contenere [...] la dichiarazione che [...] la procedura per il ricupero è stata in esso intrapresa senza però portare al pagamento integrale del credito.

    La norma impone che, prima di richiedere assistenza a un altro Stato membro, l'Amministrazione italiana abbia effettivamente intrapreso una procedura di recupero interna, senza conseguire il pagamento integrale.

  • Art. 7, paragrafo 2, della direttiva 76/308/CEE

    L'autorità richiedente può formulare una domanda di ricupero [...] quando essa ha avviato [...] la procedura di ricupero [...] e quando le misure adottate non hanno portato al pagamento integrale del credito.

    L'avvio effettivo dell'esecuzione nello Stato richiedente è una condizione di ricevibilità della richiesta di assistenza internazionale.

  • Art. 14 della direttiva 76/308/CEE

    L'autorità adita non è tenuta [...] a procedere al ricupero del credito quando l'autorità richiedente non ha esaurito [...] le azioni esecutive del credito stesso.

    Lo Stato richiesto può rifiutare l'assistenza se lo Stato richiedente non ha esaurito le proprie azioni esecutive interne; l'assenza di tale presupposto rende difettosa la richiesta.

  • Art. 12 della direttiva 76/308/CEE

    Se [...] si contesta il credito o il titolo [...] l'interessato deve adire l'organo competente dello Stato membro in cui ha sede l'autorità richiedente [...]. Quando la contestazione riguarda i provvedimenti esecutivi [...] nello Stato membro [...] adito, l'azione viene intrapresa [...] in questo Stato.

    La giurisdizione si ripartisce in base all'oggetto della contestazione: lo Stato richiedente giudica sul credito, sul titolo e sui presupposti della richiesta; lo Stato richiesto giudica sugli atti esecutivi adottati sul proprio territorio.

  • Art. 62, comma 6, del d.P.R. n. 633/1972, nella versione applicabile ratione temporis

    Per il recupero dei crediti sorti negli Stati membri [...] in materia di imposta sul valore aggiunto si applicano le disposizioni contenute [...] negli artt. 346-bis, 346-ter, 346-quater e 346-quinquies.

    La disciplina della mutua assistenza doganale è stata espressamente estesa al recupero dei crediti IVA.

  • Art. 73 del d.P.R. n. 43/1988

    Il concessionario può ottenere [...] l'esonero dalla procedura esecutiva qualora si possa ritenere che il ricavato della vendita sarà assorbito integralmente dalle spese di procedura.

    La Corte ha ritenuto tale possibilità non applicabile alla fattispecie, perché incompatibile con la disciplina europea armonizzata in materia di assistenza per il recupero dell'IVA e comunque non risultava rilasciata alcuna autorizzazione.

  • D.Lgs. n. 300/1999

    Dal 1° gennaio 2001 la legittimazione processuale relativa alle funzioni fiscali spettava all'Agenzia delle Dogane, non più al Ministero delle Finanze.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione di uno Stato membro chiede a un altro Stato dell'Unione europea di riscuotere un credito tributario, deve aver previamente avviato concretamente le procedure esecutive disponibili nel proprio territorio, se vi sono beni aggredibili.
  • Una semplice valutazione prognostica sull'insufficiente valore o sull'antieconomicità dei beni presenti nello Stato richiedente non sostituisce l'effettivo avvio dell'esecuzione interna.
  • Il contribuente può contestare davanti ai giudici dello Stato richiedente non solo il credito o il titolo esecutivo, ma anche la mancanza dei presupposti procedurali della richiesta di assistenza internazionale.
  • La giurisdizione va individuata distinguendo tra presupposti della richiesta e atti esecutivi: i primi spettano allo Stato richiedente, mentre i secondi spettano allo Stato che materialmente esegue la riscossione.
  • Se l'esecuzione interna è stata avviata ma non ancora completata, la richiesta di assistenza può essere possibile; se invece non è stata avviata nonostante l'esistenza di beni aggredibili, la richiesta è priva di una condizione legittimante.
  • La tutela del contribuente può estendersi agli atti prodromici della riscossione internazionale, perché un vizio della richiesta di assistenza può rendere invalida anche l'attività esecutiva successivamente svolta all'estero.

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