Cassazione Penale, Sentenza n. 42309/2022 del 09/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) vizio di motivazione e mancata prova dell'elemento soggettivo (dolo) per la bancarotta fraudolenta documentale, con rilievo che l'imputato avrebbe fornito contabilità e libri sociali tali da consentire la ricostruzione patrimoniale; 2) violazione di legge in relazione alla bancarotta fraudolenta patrimoniale, sostenendo che i beni distratti erano di modesto valore, non causa del fallimento e la sottrazione sarebbe stata frutto di negligenza e non di volontà fraudolenta; 3) violazione di legge per omesso riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (richiamando onesta attività lavorativa, buon comportamento processuale e perdita di tutti i beni personali).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto congrua la motivazione della Corte di Appello che aveva accertato la responsabilità di Fornaca per bancarotta fraudolenta patrimoniale (distrazione) e documentale e per operazioni dolose cagionanti il fallimento. La Cassazione ha confermato che: a) l'insieme delle condotte (distrazione di beni, occultamento, nomina di un amministratore di diritto mantenendo il controllo di fatto, ampliamento irragionevole dell'attività e massiccio aumento degli acquisti e dell'indebitamento) costituiscono indici di dolo generico; b) la modesta entità dei beni sottratti è irrilevante poiché il reato è di pericolo e anche beni di valore limitato possono essere garanzia per i creditori; c) la tenuta irregolare delle scritture e il deposito di copie ufficiose che rendono complessa la ricostruzione contabile integrano la bancarotta documentale quando il dolo può essere desunto per via logico-inferenziale dalle modalità della condotta e dal contesto fraudolento; d) il diniego delle attenuanti generiche è adeguatamente motivato alla luce della sfrontatezza della condotta e della pena era già stata ridotta nel margine edittale. Conseguenza: rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 216 legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942 n. 267) - bancarotta fraudolenta
La norma tutela l'interesse dei creditori all'integrità dei mezzi di garanzia; la bancarotta fraudolenta è reato di pericolo. Il dolo richiesto è in genere il dolo generico: la consapevolezza che l'operazione sia idonea a mettere a rischio il patrimonio e quindi i creditori, senza necessità di un intento specifico di arrecare il danno.
art. 217 legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942 n. 267) - bancarotta semplice
Richiamata per contrasto: l'elemento materiale dell'irregolare tenuta delle scritture è comune alla bancarotta semplice; per configurare la bancarotta fraudolenta documentale è invece necessario provare il dolo generico, che va desunto con motivazione rigorosa dalle modalità e dal contesto della condotta.
art. 219 legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942 n. 267) - aggravanti (tra cui la gravità del danno)
L'aggravante della gravità del danno richiede un concreto e significativo danno al ceto creditorio; la sua esclusione non esclude la responsabilità per il reato principale quando sussiste il pericolo per i creditori.
art. 133 cod. pen. - circostanze attenuanti
Le attenuanti generiche richiedono una specifica e motivata valutazione del giudice. La loro concessione è rimessa alla discrezionalità motivata del giudice, il quale deve indicare gli elementi ritenuti prevalenti ai fini dell'adeguamento della pena.
art. 23, comma 8, d.l. 127/2020 e art. 7, comma 1, d.l. 105/2021 (misure procedurali e deposito requisitoria)
Norme procedurali che hanno disciplinato la possibilità di deposito delle conclusioni scritte del Pubblico Ministero e il trattamento del ricorso senza intervento delle parti in Cassazione per la durata indicata.
Massime di principio
- La bancarotta fraudolenta per distrazione è un reato di pericolo: anche la distrazione di beni di modesto valore può integrare il reato se idonea a compromettere la garanzia patrimoniale per i creditori.
- Il dolo richiesto per la bancarotta fraudolenta è generalmente il dolo generico: è sufficiente la consapevolezza che le operazioni possano mettere a rischio gli interessi dei creditori, non l'intenzione specifica di arrecare il danno.
- L'insieme delle condotte aziendali (occultamento di beni, nomina di amministratori di facciata, espansione irragionevole dell'attività e aumento dei debiti) può essere valorizzato come indice di fraudolenza per inferire il dolo.
- Per la bancarotta documentale non basta la mera irregolarità delle scritture: occorre motivare il dolo desumendolo logicamente dal comportamento complessivo dell'imputato; il deposito di copie ufficiose non esclude l'addebito.
- Il riconoscimento o il diniego delle attenuanti generiche è un giudizio di fatto rimesso alla discrezionalità motivata del giudice; la mancanza di specifica motivazione impedisce il riconoscimento.
- In sede di impugnazione, contestare solo la gravità materiale delle condotte senza reagire complessivamente all'argomentazione di fatto della Corte di merito (che ricostruisce il contesto e le altre condotte dolose) è spesso insufficiente a ottenere accoglimento del ricorso.
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