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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22461/2022 del 09/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Genova che, decidendo con il rito abbreviato, aveva confermato la condanna dell'imputato per il reato di danneggiamento aggravato riqualificando la condotta precedentemente descritta come tentato furto. Il ricorrente lamentava violazione del diritto di difesa perché, a suo avviso, la modifica della qualificazione giuridica della imputazione era stata disposta senza rispettare la procedura prevista dall'art. 516 cod. proc. pen., determinando una lesione della capacità di difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto che non si è trattato di una modifica della fattispecie contestata (la descrizione del fatto è rimasta immutata) ma di una diversa qualificazione giuridica della medesima condotta, attività che spetta di regola al giudice purché sia rispettato il diritto al contraddittorio. Ha inoltre osservato che la nuova qualificazione era stata richiesta dal pubblico ministero e accolta già in primo grado durante l'udienza del 19/07/2016, per cui l'imputato ha avuto effettiva possibilità di contestarla sia in sede di processo sia con il ricorso per cassazione. Infine la Corte ha applicato l'art. 616 cod. proc. pen. condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 516 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa come norma procedurale per la modifica dell'imputazione. La Corte ha ritenuto che non si è verificata una modifica del fatto contestato che richieda l'applicazione di tale procedimento, ma solo una diversa qualificazione giuridica della stessa descrizione di fatto.

  • art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Richiama il principio del diritto a un'informazione precisa e completa sulle accuse; la Corte sottolinea che la qualificazione giuridica può mutare durante il processo purché l'imputato abbia tempo e informazioni sufficienti per preparare la difesa, anche attraverso i rimedi di impugnazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede che la parte che propone un ricorso rigettato sia condannata al pagamento delle spese del procedimento; la Corte ha applicato questa norma nei confronti del ricorrente.

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra modifica della fattispecie (cambiamento della descrizione materiale del fatto) e riqualificazione giuridica (diversa attribuzione della fattispecie penale a fatti invariati): il primo richiede specifiche garanzie procedurali, la seconda può essere compiuta dal giudice se garantito il contraddittorio.
  • La riqualificazione della condotta in altra fattispecie non comporta automaticamente violazione del diritto di difesa se l'imputato ha avuto effettiva possibilità di conoscere e contrastare la nuova qualificazione durante il processo o mediante i rimedi di impugnazione.
  • Quando la nuova qualificazione è proposta dal pubblico ministero e viene dibattuta in udienza (quindi non 'a sorpresa'), ciò rafforza la legittimità dell'operazione, specie nel rito abbreviato senza necessità di integrazione probatoria.
  • L'accesso al rimedio di impugnazione (incluso il ricorso per cassazione) può, in alcuni casi, costituire una forma di tutela ritenuta sufficiente dalla giurisprudenza per garantire il diritto di difesa rispetto a una riqualificazione intervenuta in corso di processo.
  • Se il ricorso per cassazione è rigettato, si applicano le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p., cioè la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

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