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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46117/2023 del 15/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della misura di sicurezza della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e, soprattutto, la confisca della somma di denaro pari a Euro 45.000 e dell'autovettura Audi TT (targa FS114GL). Denuncia violazione di legge per motivazione apparente: la Corte territoriale, secondo il ricorrente, si sarebbe limitata a richiamare la motivazione del Tribunale senza rispondere alle specifiche doglianze sollevate in appello, rendendo la motivazione inesistente o meramente apparente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo formulato sia, di fatto, una censura sulla logica e sulla valutazione della motivazione (vizi di illogicità e contraddittorietà), categorie non deducibili in cassazione nei procedimenti di prevenzione salvo che la motivazione sia del tutto carente o meramente apparente. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto che il decreto impugnato contenesse una motivazione adeguata: in ordine alla somma di denaro, la Corte territoriale ha valutato l'occasione e le modalità del deposito presso un vicino senza cassaforte e l'assenza di prova che le vincite al gioco giustificassero l'intero importo; in ordine all'autovettura ha ritenuto inidonea e non attendibile la documentazione prodotta (assegni da società ritenuta prestanome, fatture incomplete e non credibili). Perciò il ricorso non supera il vaglio di ammissibilità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese di procedimento e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • codice di procedura penale

    Disciplina dell'ammissibilità del ricorso per cassazione; il ricorso in materia di prevenzione è ammesso solo per violazione di legge

  • codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Prevede come motivo di ricorso l'illogicità manifesta della motivazione; la giurisprudenza stabilisce che tale vizio, nei procedimenti di prevenzione, non è deducibile in cassazione salvo che la motivazione sia inesistente o meramente apparente

  • codice di procedura penale

    Consente la condanna alle spese e prevede la possibilità di applicare ammende (qui: Euro 3.000 alla Cassa delle ammende) quando il ricorso è inammissibile e si ravvisano profili di colpa

  • Corte Costituzionale

    sentenze n. 321/2004 e n. 106/2015

    Richiamate dalla giurisprudenza della Cassazione per confermare i limiti all'impugnabilità, in sede di cassazione, delle censure sulla motivazione nei procedimenti di prevenzione

Massime di principio

  • Nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge; le censure che si risolvono in critiche alla logica o alla valutazione delle prove non sono generalmente ammissibili
  • Solo quando la motivazione del provvedimento è del tutto carente o meramente apparente (priva dei minimi requisiti di coerenza, completezza e logicità) può essere dedotta in cassazione una violazione che ne giustifichi l'accoglimento
  • Per contestare una confisca occorre dimostrare che il giudice d'appello non abbia adeguatamente risposto alle argomentazioni difensive o che la motivazione sia manifestamente inidonea a spiegare la decisione; la mera riproposizione delle istanze già valutate e respinte non è sufficiente
  • Nelle ipotesi di sequestro di denaro contante o di beni intestati a terzi (es. familiare) la parte che reclama la liceità dell'acquisto deve offrire prove documentali concrete e attendibili; elementi indiziari come deposito presso terzi senza cautele o utilizzo di prestanome indeboliscono la tesi di provenienza lecita
  • La parte soccombente in ricorso inammissibile può essere condannata alle spese e a sanzioni pecuniarie (ammende) se sussistono profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione

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