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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27105/2024 del 09/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della condanna inflitta a Perillo con sentenza della Corte di appello di L'Aquila del 15/10/2021, deducendo l'inconciliabilità tra i fatti ritenuti a fondamento di quella condanna e i fatti su cui si era basata la sentenza di assoluzione, resa dalla Corte di appello di L'Aquila il 04/05/2023 nei confronti di Vincenzo Alfarano. Il ricorrente sosteneva che la sentenza assolutoria avesse operato una ricostruzione antitetica del fatto storico e non una mera diversa valutazione, chiedendo che si procedesse a una rivalutazione congiunta del materiale probatorio come previsto dall'art. 620, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

La decisione

Il giudice ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità del motivo. La Corte ha ritenuto che non fossero stati indicati elementi puntuali e specifici idonei a dimostrare un'effettiva inconciliabilità dei giudicati: era stato spiegato che le posizioni processuali e le imputazioni erano diverse, che l'assoluzione di Alfarano era intervenuta con la formula 'per non aver commesso il fatto' e che la semplice divergenza di valutazione non equivale a inconciliabilità dei fatti storici. La Corte ha ritenuto legittima l'adozione dell'ordinanza de plano e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 620, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

    La norma disciplina l'istanza di revisione per inconciliabilità di giudicati: la Corte ha interpretato che per ottenere la revisione è necessario indicare con specificità gli elementi dai quali emergerebbe una ricostruzione dei fatti storici incompatibile e non una semplice diversa valutazione probatoria; la mancanza di tali elementi rende il motivo aspecifico e il ricorso inammissibile

Massime di principio

  • Per ottenere la revisione per inconciliabilità è necessario indicare in modo puntuale quali elementi probatori o passaggi motivazionali sono antitetici tra le decisioni; i richiami generici alle sentenze non bastano
  • La mera divergenza di valutazione o l'adozione di diverse interpretazioni probatorie non costituiscono di per sé inconciliabilità dei fatti storici: serve dimostrare un contrasto su fatti materiali essenziali
  • Se le sentenze sono fondate sugli stessi dati probatori, è difficile ottenere la revisione salvo che non emergano contrasti chiari e specifici nella ricostruzione fattuale
  • Quando i coimputati hanno posizioni processuali o imputazioni diverse, occorre esplicitare perché e in quale punto tali differenze determinano un giudicato inconciliabile rispetto alla posizione del richiedente
  • L'ordinanza de plano è giustificabile quando il ricorso non prospetta, con sufficiente specificità, il conflitto di giudicati: per evitarla il ricorrente deve fornire una ricostruzione dettagliata e documentata dell'inconciliabilità
  • L'assoluzione con la formula 'per non aver commesso il fatto' non produce automaticamente l'inammissibilità della precedente condanna di altro imputato; occorre dimostrare la reale sovrapposizione e incompatibilità fattuale tra le decisioni

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