Cassazione Penale, Sentenza n. 10213/2024 del 11/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha chiesto la rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p., sostenendo di non aver avuto effettiva conoscenza del processo per carenza di un reale rapporto professionale con il difensore d'ufficio presso il quale aveva eletto domicilio; quindi deduceva incolpevole mancata partecipazione al giudizio che lo aveva condannato (sentenza irrevocabile del Tribunale di Bergamo dell'8/6/2018). La Corte territoriale aveva invece ritenuto che, oltre all'elezione di domicilio, vi fosse un quid pluris: dal verbale d'udienza del 27/10/2017 risultavano contatti tra il difensore domiciliatario e il difensore della persona offesa per possibili trattative transattive, elemento idoneo a dimostrare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale e la conoscenza del procedimento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto delle condizioni previste dall'art. 625-ter c.p.p.. Ha ritenuto che la Corte d'Appello non abbia violato i principi delle Sezioni Unite secondo cui l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non implica automaticamente la conoscenza del processo, ma che nel caso concreto la Corte territoriale ha correttamente valorizzato elementi aggiuntivi (contatti per trattativa) che dimostravano il rapporto effettivo e quindi la conoscenza del processo. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Norma che disciplina la rescissione del giudicato per difetto di conoscenza del processo; la Corte riconosce che la conoscenza effettiva è richiesta e che l'elezione di domicilio non basta da sola senza altri indizi.
Norma sulle condizioni di proponibilità del ricorso per cassazione; la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto delle condizioni richieste da questa disposizione.
art. 6 Convenzione europea dei diritti dell'uomo (ECHR)
Richiamato il principio che un processo in assenza è compatibile con l'art. 6 solo se l'imputato ha avuto conoscenza effettiva del procedimento; la Corte applica i criteri affermati dalla Corte EDU e dalle Sezioni Unite italiane.
art. 162 cod. proc. pen. (comma 4-bis introdotto dalla legge 23/6/2017, n. 103)
Citato nel contesto dell'evoluzione normativa: la Corte ricorda che, anteriormente all'introduzione del comma 4-bis, l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non produceva di per sé una presunzione assoluta di conoscenza del processo.
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (es. Sez. U. n. 28912/2019 Innaro; Sez. U. n. 23984/2019 Ismai Darwish; Sez. 3, n. 11813/2020)
Principio consolidato secondo cui la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente a provare la conoscenza del processo; il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale mediante ulteriori indici.
Massime di principio
- L'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, da sola, non prova automaticamente l'effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato: il giudice deve cercare elementi aggiuntivi che attestino un rapporto professionale concreto.
- Indizi utili a dimostrare la conoscenza del procedimento includono comunicazioni del difensore con le controparti, richieste di rinvio motivate da trattative, ricezione di notifiche da parte del difensore, e ogni altro comportamento che evidenzi scambio di informazioni e interessamento difensivo.
- Se si vuole contestare la conoscenza del processo (e chiedere la rescissione del giudicato), è importante documentare l'assenza di contatti, la mancata ricezione di atti e l'assenza di rapporti effettivi con il difensore domiciliatario; la difesa dovrà proporre alternative logiche plausibili alle interpretazioni della controparte.
- Il giudice di merito deve motivare distintamente perché gli ulteriori elementi a favore o contro l'instaurazione del rapporto professionale sono ritenuti significativi; in mancanza di una spiegazione alternativa plausibile, elementi come trattative transattive possono essere ritenuti decisivi.
- In termini procedurali, attenersi ai requisiti di proponibilità del ricorso in Cassazione (es. art. 625-ter) è essenziale: difetti formali o di condizione possono determinare l'inammissibilità anche quando il merito solleva questioni rilevanti.
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