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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14312/2024 del 08/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti chiedevano la restituzione del saldo del conto corrente n. 104087933 (euro 30.240,63) sequestrato il 4.4.2023 e contestavano la confisca in estensione disposta nella sentenza di condanna di Oddo. Sostenevano la nullita del sequestro e della confisca perché il conto era intestato esclusivamente a Correddu, a loro dire estranea all'attività delittuosa, e non sarebbe mai stato oggetto di sequestro o confisca specifica in sede di merito. Denunciavano altresì mancanza di motivazione del provvedimento impugnato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per genericita della doglianza, ritenendo che i motivi non abbiano fornito un confronto critico con le argomentazioni dell'ordinanza impugnata. La Corte ha richiamato il principio consolidato secondo cui il giudice di merito può disporre la confisca in estensione nei limiti del profitto del reato anche in assenza di un precedente provvedimento cautelare di sequestro e senza individuazione specifica dei beni da apprendere. Ha inoltre rilevato che il conto, pur intestato a Correddu, era operativo con delega per Oddo e aveva ricevuto flussi patrimoniali da quest'ultimo, giustificando l'interesse della confisca. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000.

Norme richiamate

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per escludere l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita e per giustificare l'imposizione della sanzione pecuniaria ai ricorrenti.

  • Art. 611 cod. proc. pen.

    Richiamato indirettamente con riferimento alla memoria difensiva depositata ex art. 611; non modifica l'esito sull'inammissibilita del ricorso.

  • Sentenza Corte Cost. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione al principio secondo cui, ai fini dell'art. 616, non deve ritenersi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione (sez. 6 n.3606/2016; sez.3 n.20776/2014; sez.5 n.9738/2014; sez.3 n.10567/2012 ecc.)

    Richiamata per il principio consolidato che la confisca in estensione puo essere disposta dal giudice di merito, nei limiti del profitto del reato, anche senza un preventivo sequestro e senza individuazione specifica dei beni da confiscare.

Massime di principio

  • La confisca in estensione puo essere legittimamente disposta anche in assenza di un precedente provvedimento di sequestro, purché non superi il valore del profitto del reato.
  • L'intestazione formale del conto corrente non e automaticamente idonea a escludere l'interesse alla confisca se esistono deleghe operative o flussi patrimoniali riconducibili al soggetto condannato.
  • In Cassazione i motivi di ricorso devono essere specifici e criticare direttamente le ragioni del provvedimento impugnato; censure generiche portano all'inammissibilita.
  • Per ottenere l'annullamento di una confisca in estensione e utile dimostrare concretamente l'assenza di collegamento economico tra il conto e il profitto del reato, con elementi di fatto e prova contraria.
  • La mancata articolazione critica delle ragioni giustificative del provvedimento di merito puo comportare, oltre al rigetto, la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p.
  • Le difese in sede di cassazione devono affrontare la giurisprudenza richiamata dal giudice impugnato, esponendo punti di fatto e diritto che la confutino in modo puntuale.

Testo integrale

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