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Cassazione Penale, Ordinanza n. 23334/2026 del 24/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel procedimento di merito l'imputato era stato ritenuto responsabile di rapina impropria. Con il ricorso per cassazione, proposto nell'interesse dell'imputato, si deduceva un vizio di motivazione asseritamente solo apparente e intrinsecamente contraddittoria, sostenendo che la Corte di appello avesse confermato la responsabilità valorizzando in modo non corretto le dichiarazioni della persona offesa, la quale aveva riferito una minaccia accompagnata dalla mostra di un oggetto utilizzato per offendere. La difesa contestava anche il travisamento della prova, lamentando che l'effettivo utilizzo di uno strumento atto a incutere timore era stato riferito soltanto dalla persona offesa e non risultava in modo certo dalle immagini di videosorveglianza. La Corte di cassazione ha però rilevato che tali censure riproponevano in modo sostanzialmente pedissequo questioni già dedotte in appello e già disattese, senza una critica argomentata specificamente rivolta alla sentenza impugnata, e che comunque non emergevano i caratteri di decisività e rilevanza richiesti per il travisamento della prova in sede di legittimità.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che i motivi non fossero specifici, ma si risolvessero nella mera reiterazione di doglianze già esaminate e respinte in appello; ha inoltre escluso che fosse configurabile un travisamento della prova idoneo a disarticolare l'intero ragionamento probatorio, anche in considerazione dei limiti del devolutum in presenza di doppia conforme. Conseguentemente, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p.

    La doglianza di legittimità deve essere specifica e non può limitarsi a riproporre censure già dedotte e disattese nei gradi di merito; il travisamento della prova è rilevante solo se dotato di decisività tale da incidere sull'intero ragionamento probatorio.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è ammissibile un motivo di ricorso che si limiti a riprodurre, senza una critica argomentata, le medesime censure già formulate in appello e già respinte dal giudice di merito.
  • Il vizio di travisamento della prova è configurabile solo quando l'errore percettivo o valutativo sia decisivo, cioè tale da disarticolare l'intero percorso argomentativo della sentenza impugnata e da rendere illogica la motivazione nel suo complesso.
  • In presenza di doppia conforme, il sindacato di legittimità resta ulteriormente delimitato e non consente una nuova valutazione del compendio probatorio, salvo errori di decisività effettiva e specificamente illustrati.
  • La motivazione della sentenza di merito è sufficiente quando richiama in modo congruo gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti per la conferma della responsabilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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