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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46558/2022 del 09/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'appello contro il provvedimento del GUP (28/10/2021) di sospensione dei termini massimi della custodia cautelare ai sensi dell'art. 304, comma 2, c.p.p., per "particolare complessità" del giudizio abbreviato. La difesa contestava l'uso distorto dello strumento, rilevando che le circostanze indicate a sostegno della complessità (riunione di più processi, numero di imputati e imputazioni, mole degli atti, impegni del giudicante, difficoltà logistiche) non costituivano un quid pluris rispetto alla normale complessità dei procedimenti di criminalità organizzata; denunciava la mancanza di prognosi sulla durata, l'assenza di acquisizione del calendario udienze e motivazione stereotipata dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto che i giudici dell'appello cautelare avessero fornito motivazione esaustiva e giurisprudenzialmente fondata, condividendo la valutazione del GUP sulla particolare complessità del giudizio. La Corte ha richiamato elementi concreti (il processo abbreviato "Epicentro" riguardava 58 imputati, 48 sottoposti a misura cautelare, 31 incolpazioni tra cui associazione 'ndranghetista, estorsioni, reati in materia di armi e trasferimento fraudolento di valori) come predittivi dell'impegno temporale e organizzativo necessario. Ha altresì ribadito il carattere prognostico del giudizio di complessità ex art. 304, comma 2. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 304, comma 2, cod. proc. pen.

    Consente la sospensione dei termini massimi della custodia cautelare per "particolare complessità" del procedimento; tale giudizio ha natura prognostica e richiede motivazione adeguata sulle attività da svolgere

  • art. 438 cod. proc. pen.

    Riferimento alla specialità del rito abbreviato: la valutazione della complessità può essere compatibile con le caratteristiche del rito speciale

Massime di principio

  • La "particolare complessità" ai fini della sospensione dei termini di custodia cautelare va valutata in senso prognostico: non si guarda a quanto già svolto ma alle attività prevedibilmente necessarie per definire il processo
  • Elementi rilevanti e idonei a fondare la complessità includono la riunione di più procedimenti, il numero di imputati e di imputazioni, la natura e gravità dei reati, la mole documentale, le istanze difensive e le esigenze logistiche/organizzative
  • La motivazione del giudice deve essere concreta e non meramente formulaica; tuttavia il sindacato di legittimità è limitato se la motivazione è adeguata e ancorata a elementi fattuali
  • Il ricorso avverso una sospensione per complessità richiede censure precise e puntuali: argomentazioni generiche o riproposizioni di rilievi già esaminati rischiano l'inammissibilità
  • Per contrastare efficacemente una richiesta/sospensione basata sulla complessità è utile produrre dati concreti (calendario udienze, proposte organizzative, prova che le questioni sollevate non incidono sulla durata prevedibile del giudizio) e dimostrare l'assenza di una prognosi ragionata

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