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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3344/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due censure principali: (1) la Rendola deduce la violazione di legge per aver ritenuto indimostrata la liceità delle acquisizioni patrimoniali (due immobili comprati nel 1999 e 2003), sostenendo che le somme provenissero da liquidazioni per lavoro svolto e dalla vendita di un altro immobile; (2) Toriello censura il mancato accertamento della congruità tra i profitti illeciti ascritti e il valore dei beni confiscati, cioè l'assenza di un confronto adeguato tra le condotte delittuose e la capacità reddituale effettiva prodotta da tali reati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Il primo motivo (Rendola) è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a criticare la motivazione di merito senza dedurre una violazione di legge concreta: i giudici di merito avevano valutato in modo documentato l'insufficienza delle prove sulla provenienza lecita dei fondi e tale valutazione non è stata effettivamente contestata con argomenti di diritto. Il secondo motivo (Toriello) è stato ritenuto infondato: la Corte ha confermato che la Corte di appello ha accertato la sussistenza di pericolosità generica e ha adeguatamente verificato la correlazione temporale e la capacità delle condotte illecite di produrre profitti coerenti con gli acquisti (1995-2018), per cui la confisca di prevenzione è giustificata nei limiti indicati. In sintesi, il decreto impugnato è stato confermato nella parte principale e i ricorsi sono stati respinti.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice delle misure di prevenzione)

    Disciplina la pericolosità sociale 'comune' e la confisca di prevenzione; è stata applicata per giustificare l'ablazione patrimoniale in presenza di pericolosità generica e di presunzione relativa di illecito acquisto dei beni

  • Corte costituzionale

    Stabilisce il principio che, nella pericolosità generica, la confisca patrimoniale è giustificata solo se le condotte criminose hanno effettivamente prodotto profitti illeciti in misura ragionevolmente congrua rispetto al valore dei beni confiscati

  • Cassazione, Sez. 6

    n. 21525 del 18/06/2020 (Mulè)

    Richiamata in ordine al principio secondo cui in sede di cassazione per misure di prevenzione è ammessa la censura solo per violazione di legge, comprensiva della motivazione inesistente o meramente apparente

  • Cassazione, Sez. 6

    n. 29157 del 12/04/2023 (Valenti)

    Definisce i criteri di congruità tra profitti illeciti e valore dei beni per le misure di prevenzione in caso di pericolosità generica; richiede verifica della capacità delle condotte di produrre reddito e del periodo di manifestazione della pericolosità

  • Cassazione, Sez. 1

    n. 13375 del 20/09/2017 (Brussolo) e n. 27366 del 28/01/2021 (He Dong)

    Richiamate per affermare che la correlazione temporale richiede accertamento di attività delittuose capaci di produrre reddito e non di mere condotte devianti

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione patrimoniali, il ricorso per cassazione è ammesso prevalentemente per violazione di legge: non è possibile utilizzare la cassazione per una mera rivalutazione della motivazione di merito.
  • Per difendere la liceità di acquisizioni patrimoniali in caso di confisca di prevenzione è essenziale produrre documentazione probatoria diretta e robusta che dimostri la provenienza lecita dei fondi (dichiarazioni fiscali, atti di compravendita, prove di redditi o trasferimenti leciti in tempo utile).
  • Quando si contesta la correlazione tra delitti e patrimonio (pericolosità generica), il giudice richiede prova non solo dell'abitualità delinquenziale ma anche dell'effettiva capacità delle singole condotte di generare profitti congrui rispetto ai beni oggetto di ablazione; occorre quindi ricostruire la temporalità e l'entità economica delle somme illecite.
  • La disponibilità patrimoniale riconducibile al coniuge può essere presunta quando non risultino prove idonee a dimostrarne l'autonomia reddituale; la difesa del terzo intestatario deve fornire elementi probatori specifici per svincolare il bene dalla sfera economica del proposto.
  • Per ottenere successo in sede di impugnazione è strategico dedurre specifiche violazioni di legge o di regole probatorie (omissione di confronto con elementi decisivi, travisamento della prova), non una generica contraddizione nella motivazione.

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