Cassazione Penale, Sentenza n. 43799/2023 del 30/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso per cassazione è proposto avverso l'ordinanza del Tribunale di Caltanissetta che aveva dichiarato inammissibile l'appello contro il provvedimento della Corte d'appello di Caltanissetta che aveva rigettato la richiesta di autorizzazione ad allontanarsi dal domicilio, in regime di arresti domiciliari, per recarsi a una visita medica specialistica il 5 giugno 2023. Il difensore ha censurato la declaratoria di inammissibilità sostenendo che la richiesta riguardava la tutela del diritto fondamentale alla salute e che la visita era la prima di una serie di sedute, quindi non meramente estemporanea.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha aderito al prevalente orientamento giurisprudenziale secondo cui va distinti tra: (a) provvedimenti autorizzativi di efficacia meramente estemporanea (permessi occasionali) che sono inoppugnabili perché non incidono in modo duraturo sull'afflittività della misura; e (b) provvedimenti autorizzativi di carattere strutturale e continuativo (es. autorizzazioni permanenti per lavoro o esigenze di vita) che integrano "ordinanze in materia di misure cautelari personali" ai sensi dell'art. 310 c.p.p. e sono impugnabili in appello. Nel caso concreto la decisione riguardava un'autorizzazione per una singola visita medica, ritenuta evento transitorio e priva di effetti modificativi duraturi sul regime degli arresti domiciliari; inoltre la documentazione medica non dimostrava la necessità di un percorso terapeutico continuativo. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Art. 111 Cost.
Richiamato nell'orientamento che ritiene non cassabili i provvedimenti che non decidono sulla libertà personale; tuttavia la Corte ha adottato l'orientamento prevalente che ammette il sindacato giudiziale quando il provvedimento incide durativamente sull'afflittività della misura.
Riferimento ai provvedimenti adottati ai sensi di questo articolo che, se comportano modifiche strutturali e continuative al regime degli arresti domiciliari, rientrano nella nozione di ordinanze relative a misure cautelari personali.
Individua le "ordinanze in materia di misure cautelari personali" avverso le quali è ammessa l'impugnazione con il mezzo dell'appello; la Corte lo usa per distinguere i provvedimenti impugnabili da quelli meramente contingenti.
Applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende per ricorso inammissibile.
Corte Cost., 13 giugno 2000 n. 186
Richiamata per escludere l'esonero dalla sanzione pecuniaria: non sussistendo ragioni di esonero, la sanzione è stata applicata.
Giurisprudenza citata (esempi)
Sono richiamati precedenti (es. Sez. 2, n. 27020/2011 Morciano; Sez. 6, n. 4418/1994 Olivo; Sez. 4, n. 18202/2013 Britannico; Sez. 1, n. 1536/2018 Pergola; Sez. 6, n. 13718/2020 Bevilacqua) che illustrano la distinzione tra autorizzazioni estemporanee inoppugnabili e provvedimenti di carattere continuativo impugnabili.
Massime di principio
- L'impugnabilità di un provvedimento che regola modalità esecutive di misure cautelari si determina dalla sua incidenza concreta e durevole sull'afflittività della misura, non dalla materia del diritto invocato (es. salute o lavoro).
- Autorizzazioni 'estemporanee' o occasionali (es. permessi per singoli eventi o visite) sono generalmente inoppugnabili; autorizzazioni con efficacia continuativa o che modificano strutturalmente il regime degli arresti domiciliari sono impugnabili con l'appello ex art. 310 c.p.p.
- Quando si richiede una autorizzazione per cure mediche, è importante allegare documentazione chiara che dimostri la necessità di prestazioni continuative o di un percorso terapeutico: la sola prescrizione per una visita specialistica non basta a caratterizzare l'istanza come strutturale.
- In sede di cassazione bisogna valutare preventivamente l'ammissibilità del ricorso: impugnazioni dirette contro provvedimenti meramente contingenti rischiano l'inammissibilità e la condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
- Per ottenere l'impugnabilità di una decisione cautelare è utile dimostrare l'esistenza di effetti durevoli e ripetuti sull'esecuzione della misura (es. autorizzazioni permanenti per lavoro o continui allontanamenti per cure).
- Il tipo di diritto che il ricorrente intende esercitare (es. salute) non determina automaticamente l'ammissibilità dell'impugnazione: rileva l'effetto concreto e duraturo della decisione sull'assetto della misura restrittiva.
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