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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43709/2023 del 30/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Gorizia che aveva dichiarato non doversi procedere per estinzione per prescrizione anche nei confronti dell'ente. Ha sostenuto che il Tribunale ha applicato erroneamente la disciplina della prescrizione del reato (art. 157 c.p.) anche all'illecito amministrativo dell'ente, mentre per quest'ultimo si applica la normativa speciale dell'art. 22 d.lgs. n. 231/2001 (termine quinquennale) e che tale termine è stato interrotto dall'emissione del decreto di citazione a giudizio del 30.01.2019 (fatto originario 19.11.2014). Ha chiesto l'annullamento con rinvio del provvedimento impugnato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha confermato la legittimazione del Procuratore generale a proporre il ricorso immediato e ha censurato l'errore del Tribunale che aveva sovrapposto i termini di prescrizione del reato con quelli dell'illecito amministrativo dell'ente. La sentenza impugnata è stata annullata parzialmente nella parte riguardante la Midolini F.lli Spa e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello di Trieste per nuovo giudizio ai sensi dell'art. 569, comma 4, c.p.p.; la statuizione relativa all'imputato persona fisica è rimasta invece nelle modalità decise dal Tribunale.

Norme richiamate

  • art. 22 d.lgs. n. 231/2001

    Disciplina la prescrizione dell'illecito amministrativo derivante da reato in capo all'ente; prevede un termine quinquennale e la sospensione del decorso del termine quando è in corso un processo a carico dell'ente, con conseguente impossibilità di applicare meccanicamente la prescrizione del reato prevista dal codice penale.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma del codice penale che disciplina la prescrizione dei reati (termine ordinario della prescrizione del delitto). Nel caso di specie il Tribunale l'ha applicata erroneamente all'illecito amministrativo dell'ente, confondendo i due regimi.

  • art. 25-septies d.lgs. n. 231/2001

    Indica l'illecito amministrativo contestato all'ente (nella sentenza l'illecito derivante dal reato contestato agli imputati). Serve a identificare la fattispecie di responsabilità amministrativa contestata alla società.

  • art. 593-bis cod. proc. pen.

    Riferimento procedurale usato per sostenere la legittimazione del Procuratore generale a proporre ricorso immediato in presenza di acquiescenza con il Procuratore della Repubblica.

  • art. 166-bis disp. att. cod. proc. pen.

    Norma integrativa sul procedimento che, unitamente all'art. 593-bis, è richiamata per giustificare la legittimazione del Procuratore generale a impugnare senza necessità di ulteriori certificazioni sull'intesa interna con la Procura della Repubblica.

  • art. 569, comma 4, cod. proc. pen.

    Prevede l'effetto dell'annullamento con rinvio da parte della Cassazione e la trasmissione per nuovo giudizio alla Corte d'appello, come disposto nella decisione impugnata.

Massime di principio

  • La prescrizione del reato, disciplinata dal codice penale, non coincide automaticamente con la prescrizione dell'illecito amministrativo dell'ente: per l'ente si applicano le regole speciali del d.lgs. 231/2001.
  • L'art. 22 del d.lgs. 231/2001 stabilisce un termine quinquennale per la prescrizione dell'illecito amministrativo e prevede la sospensione del decorso dei termini quando è in corso un processo a carico dell'ente; pertanto atti processuali (es. decreto di citazione a giudizio) possono interrompere o sospendere i termini utili alla prescrizione.
  • Il giudice deve separare la posizione dell'imputato persona fisica da quella dell'ente e valutare distintamente i termini e gli effetti della prescrizione per ciascuno.
  • Il Procuratore generale territoriale ha legittimazione a proporre ricorso immediato sulla base dell'acquiescenza con il Procuratore della Repubblica, senza necessità di certificazioni esterne, quando il fatto processuale dimostra l'intesa.
  • In caso di errata applicazione della normativa sulla prescrizione relativa all'ente, la Cassazione può annullare limitatamente alla posizione dell'ente e rinviare per nuovo giudizio.
  • Quando si valuta la prescrizione in procedimenti con profili di responsabilità amministrativa d'impresa, è essenziale verificare date di fatti, atti interruttivi (es. decreto di citazione) e la natura del procedimento per stabilire correttamente decorso, sospensione o interruzione dei termini.

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