Cassazione Penale, Sentenza n. 43710/2023 del 30/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso denunciava: I) errata applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti, contestando l'automatismo basato sul mero superamento della soglia indicata dalle Sezioni Unite (sent. Biondi n.36258/2012 e S.U. n.14772/2020); II) errato diniego delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis cod. pen., per presunta mancanza di contributo conoscitivo dell'imputato; III) carenza motivazionale nella determinazione della pena base al massimo edittale.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto legittima l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità non limitandosi al mero superamento della soglia, ma valorizzando che il quantitativo sequestrato era idoneo al confezionamento di circa 324.555 dosi e conteneva oltre 8 Kg di principio attivo THC, nonché la presenza di 10.700 euro in contanti e materiali di confezionamento, elementi sintomatici di traffico su larga scala. Il diniego delle attenuanti generiche è stato considerato adeguatamente motivato in ragione delle modalità gravi del fatto e dell'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato. La determinazione della pena è stata ritenuta congrua e non manifestamente illogica. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. 309/1990, art. 73, comma 4
Norma incriminatrice in materia di stupefacenti: applicata per la responsabilità dell'imputato nella detenzione di ingenti quantità di droga
d.P.R. 309/1990, art. 80, comma 2
Prevede l'aggravante per determinati profili legati al reato di stupefacenti; richiamata nel quadro delle circostanze aggravanti applicate
codice penale, art. 62-bis
Circostanza attenuante generale: la Corte ha ritenuto inesistente o non dimostrata la presenza di elementi positivi tali da giustificare l'applicazione dell'attenuante
disposizioni attuative cod. proc. pen., art. 173, comma 1
art. 173, comma 1 disp. att. cod. proc. pen.
Regola i motivi di ricorso per cassazione; richiamata come base formale per le doglianze dedotte
Sentenze Sezioni Unite: Biondi n.36258/2012 e S.U. n.14772/2020
S.U. n.36258/2012; S.U. n.14772/2020
Giurisprudenza sulle soglie per l'aggravante dell'ingente quantità: la Corte ha interpretato tali precedenti in modo non automatico, considerando anche gli ulteriori elementi fattuali (numero di dosi, principio attivo, denaro e materiali di confezionamento) per qualificare oggettivamente l'ingente quantità
Massime di principio
- Per l'aggravante dell'"ingente quantità" non è sufficiente richiamare il mero superamento di una soglia giurisprudenziale: il giudice deve e può valutare il quadro complessivo (numero di dosi potenziali, quantità di principio attivo, denaro, materiali di confezionamento, modalità) per ritenere oggettivamente ingente lo stupefacente.
- La negazione delle attenuanti generiche richiede che il difensore indichi elementi concreti e specifici che giustifichino la loro applicazione; censure generiche sulla carenza motivazionale sono spesso inammissibili in Cassazione.
- La determinazione della pena nel range edittale è largamente sindacabile solo in presenza di manifesta illogicità o violazione di legge: valutazioni del giudice di merito sulle circostanze (anche intimidatorie o particolarmente gravi) sono in genere confermate in sede di legittimità.
- Per impugnare con successo l'applicazione di aggravanti è utile produrre prove o argomentazioni che ne escludano la rilevanza pratica (es. uso personale, assenza di elementi indicativi di commercializzazione), ovvero dimostrare errori logici o fattuali specifici nella motivazione.
- In sede di cassazione la critica deve essere concreta e motivata: i giudici di legittimità non riformano valutazioni di merito equilibrate salvo errori di diritto o manifesta irragionevolezza.
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