Cassazione Penale, Sentenza n. 48917/2022 del 22/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento) lamentando: 1) che la volontà di accedere al rito alternativo non fosse stata validamente espressa perché la procura usata per proporre il patteggiamento sarebbe stata falsificata; 2) violazioni processuali connesse alla nomina di un difensore d'ufficio all'udienza del 13/07/2021 nonostante fosse stata depositata la nomina del nuovo difensore di fiducia (avv. Renato Cravero) e quindi l'udienza si sarebbe svolta senza il difensore di fiducia; 3) mancata notificazione della sentenza e del dispositivo all'imputato detenuto agli arresti domiciliari.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure sulla presunta falsità della firma della procura richiedessero un accertamento di fatto non consentito in sede di legittimità e che, in generale, molte delle doglianze processuali non rientrano nei motivi ammissibili avverso le sentenze di patteggiamento, i quali sono limitati all'espressione della volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra richiesta e sentenza, all'erronea qualificazione giuridica del fatto e all'illegalità della pena o della misura di sicurezza. La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza secondo cui il patteggiamento comporta la rinuncia a eccezioni di natura processuale purché sia assicurata la presenza di un difensore (anche d'ufficio) che garantisca la conformità del patto alla legge. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 4.000,00 a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.
Norme richiamate
applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento)
Disciplina della procedura di patteggiamento; la Corte ricorda che tale procedura limita le nullità deducibili e richiede che sia accertata la volontà dell'imputato
motivi di impugnazione avverso la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti
La Corte ha richiamato questo articolo quale limite oggettivo dei motivi deducibili in cassazione contro sentenze di patteggiamento
legge 23 giugno 2017, n. 103, art. 1, co. 50
modifica dell'art. 448 c.p.p.
Ha introdotto il riferimento normativo che delimita i motivi proponibili avverso le applicazioni di pena concordate
valutazione del contesto in cui è maturata la richiesta di patteggiamento
Il giudice deve valutare se la volontà dell'imputato possa essersi formata o espressa in modo viziato in presenza di procuratore speciale, ma senza procedere ad accertamenti di fatto di competenza del giudice del merito
nomina del difensore d'ufficio
Riferimento normativo richiamato in relazione alla nomina del difensore d'ufficio all'udienza quando il difensore di fiducia non è presente
condanna alle spese processuali e alle somme a favore della cassa delle ammende
Base normativa per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e della somma dovuta per l'inammissibilità del ricorso
Corte Costituzionale, sent. n. 186 del 13/06/2000
richiamata in motivazione
Richiamata per motivare la condanna alle spese nonostante l'inammissibilità, affermando che l'evidente inammissibilità non esclude la colpa del ricorrente
Giurisprudenza della Cassazione (esempi richiamati)
Sez. 5, n. 40498 del 01/07/2019; Sez. n. 1445 del 24/03/2000; Sez. 3, n. 39193 del 18/06/2014
Richiami giurisprudenziali utilizzati per affermare che: il giudice deve verificare la volontà dell'imputato nel contesto; il patteggiamento comporta la rinuncia a eccezioni processuali diverse da quelle attinenti al consenso e alla richiesta; la mancata informazione di un difensore può essere irrilevante se è comunque assicurata la presenza di un difensore che garantisca la regolarità del patto
Massime di principio
- Le impugnazioni contro sentenze di patteggiamento in Cassazione sono limitate: ammissibili principalmente vizi relativi alla volontà dell'imputato, alla correlazione tra richiesta e sentenza, alla qualificazione giuridica del fatto e all'illegalità della pena o della misura di sicurezza.
- Questioni che richiedono accertamenti di fatto (es. verifica di falsità di una firma) non sono decidibili in sede di legittimità e rendono il motivo di ricorso inammissibile.
- La presenza di un difensore all'udienza (anche d'ufficio) che assicuri la regolarità del patto può rendere irrilevanti errori o omissioni formali relative alla partecipazione del difensore di fiducia, salvo che emerga che la volontà dell'imputato sia viziata.
- Se si contesta la validità del consenso al patteggiamento per procura speciale, il giudice che omologa deve comunque valutare il contesto per escludere vizi evidenti della volontà, ma senza sostituirsi al giudice del merito in accertamenti di fatto complessi.
- La scelta del rito alternativo comporta una rinuncia implicita a far valere molte nullità processuali; le doglianze processuali generiche sono quindi spesso inefficaci contro sentenze di patteggiamento.
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