Cassazione Penale, Sentenza n. 26807/2025 del 22/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il decreto del 31/01/2025 della Corte di appello di L'Aquila che aveva rigettato l'istanza di revoca della confisca dell'immobile sito in Pesarexa, via Orta n.7. Hanno dedotto erronea applicazione della legge penale e vizio cumulativo della motivazione, richiamando principi di Corte Cost. n.24/2019 e una pronuncia della Cassazione (sez. V, n.27435/2022) che, a loro avviso, avrebbe obbligato alla revoca della confisca, come avvenuto per altri soggetti coinvolti nell'originario procedimento di prevenzione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché manifestamente infondati e proposti in modo generico. Ha richiamato la motivazione della Corte di appello che, avendo riguardo al provvedimento del Tribunale di Pescara del 29/01/2014, aveva ritenuto la pericolosità generica dei coniugi Spinelli anche ai sensi dell'art.1, lett. a) e b) del d.lgs. n.159/2011 e aveva constatato l'assenza di prova di redditi leciti idonei a giustificare la disponibilità dei 50.000 euro necessari per l'acquisto dell'immobile. La Corte ha inoltre rilevato che la sentenza di Cassazione invocata non era stata allegata davanti alla Corte di appello e riguardava soggetti e immobile diversi, per cui non ostava al rigetto. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
La Corte di appello ha ritenuto che il provvedimento originario avesse qualificato la pericolosità generica dei soggetti anche ai sensi delle lettere a) e b) dell'art.1, utilizzando tali disposizioni per fondare la misura di prevenzione e la confisca; in mancanza di prova di redditi leciti è risultata inverosimile la disponibilità della somma necessaria per l'acquisto.
Corte Costituzionale, sentenza n.24/2019
Richiamata dai ricorrenti, ma la Corte ha evidenziato che davanti alla Corte di appello era stata sollevata solo una questione di illegittimità costituzionale dell'art.1, lett. a) senza gli elementi necessari a farne conseguire la revoca della confisca; pertanto la pronuncia costituzionale non è risultata idonea a cambiare l'esito.
Cassazione, sez. V, sentenza 8 settembre 2022 n.27435
Invocata dai ricorrenti come precedente favorevole, ma non prodotta in sede di appello e relativa a diversi soggetti e bene; la Corte ha ritenuto che non vincolava la decisione di rigetto della revoca per gli odierni ricorrenti.
Provvedimento del Tribunale di Pescara del 29/01/2014 (provvedimento genetico)
Il provvedimento originario aveva accertato la pericolosità generica dei coniugi Spinelli e motivato la misura preventiva; la Corte di appello vi ha fatto riferimento per valutare la legittimità della confisca e l'assenza di spiegazioni plausibili sull'origine dei fondi per l'acquisto dell'immobile.
Massime di principio
- In materia di misure di prevenzione e confisca, l'onere di provare la lecita provenienza dei mezzi impiegati per l'acquisto di beni grava sul soggetto che domanda la revoca; l'assenza di prove documentali plausibili può giustificare il rigetto.
- Il richiamo a precedenti giurisprudenziali o a pronunce costituzionali è efficace solo se concretamente allegato e dimostrato applicabile al caso concreto; un richiamo generico non obbliga il giudice alla revoca.
- La declaratoria di illegittimità costituzionale di una norma non determina automaticamente l'annullamento di provvedimenti amministrativi o giudiziari: occorre che la questione sia stata sollevata e rilevante nel procedimento concreto e che ne derivi effetto sul singolo provvedimento.
- Ricorsi proposti in modo generico o privi di specifiche allegazioni e prove rischiano di essere dichiarati inammissibili e possono comportare condanna alle spese e sanzioni (es. somma alla Cassa delle Ammende).
- Una sentenza favorevole a terzi coinvolti nello stesso procedimento non è automaticamente traslabile agli altri soggetti o a diversi beni: va valutata la identità di fatto e di diritto tra i casi.
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