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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08779/2025 del 03/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta, deducendo tre censure: 1) vizio di motivazione sull'elemento soggettivo del delitto di bancarotta fraudolenta documentale, contestando la prova dell'occultamento o distruzione delle scritture e dei libri della società fallita; 2) vizio di motivazione e violazione di legge sulla prova dell'elemento oggettivo della bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, in relazione alle cessioni dell'autoveicolo aziendale e alla gestione del patrimonio sociale; 3) violazione di legge e vizio di motivazione sulla durata delle pene accessorie applicate. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi generici e reiterativi di doglianze già esaminate e respinte nei gradi di merito, e li ha dichiarati inammissibili perché miravano a una nuova valutazione del materiale probatorio, non consentita in sede di legittimità in assenza di specifici travisamenti decisivi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando dunque la condanna già pronunciata in appello per il delitto di bancarotta fraudolenta previsto dall'art. 216, comma 1, nn. 1 e 2, L.F. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, ritenendo che la motivazione della sentenza impugnata fosse completa, non manifestamente illogica e fondata su un apparato argomentativo coerente, non aggredibile con una mera richiesta di rivalutazione del merito.

Norme richiamate

  • art. 216, comma 1, nn. 1 e 2, L.F.

    Integra il delitto di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale; nel caso concreto la Corte ritiene corretta la conferma della condanna per occultamento o distruzione delle scritture e per distrazione di beni sociali.

  • art. 216 L.F.

    Disposizione richiamata quale base normativa della bancarotta fraudolenta contestata all'imputato.

  • art. 616 c.p.p.

    È implicato nella condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità sono inammissibili i motivi di ricorso che si limitano a riprodurre censure già esaminate e disattese dai giudici di merito, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Il controllo della Cassazione non consente una rivalutazione del compendio probatorio né una diversa lettura delle fonti di prova, salvo che il ricorrente deduca specifici, decisivi e inopinabili travisamenti della prova.
  • La motivazione di merito è insindacabile in cassazione quando sia completa, non manifestamente illogica e sorretta da un apparato giustificativo coerente, desumibile anche dal reciproco integrarsi delle conformi decisioni di merito.
  • Ai fini della bancarotta fraudolenta patrimoniale, plurime cessioni ravvicinate di beni aziendali a prezzo notevolmente deprezzato possono essere valorizzate come indici della fraudolenza della distrazione.
  • Ai fini della bancarotta fraudolenta documentale, il mancato rinvenimento delle scritture contabili obbligatorie può costituire elemento sintomatico della volontà di pregiudicare i creditori.
  • La durata delle pene accessorie va valutata in relazione alla gravità dei fatti e all'intensità del dolo, e non è sindacabile in cassazione se la motivazione di merito sul punto è congrua.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimonialeBancarotta documentale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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