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Cassazione Penale, Ordinanza n. 26115/2026 del 13/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Venezia che aveva confermato la condanna di primo grado, in relazione al reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale. Con il primo motivo ha denunciato vizio di motivazione sull'affermazione di responsabilità, contestando sia il proprio ruolo societario, qualificato dai giudici di merito come addetto alla direzione commerciale o amministratore di fatto, sia la ricostruzione dell'atto di cessione di crediti e del pericolo arrecato ai creditori, oltre alla sussistenza del dolo. Con il secondo motivo ha dedotto vizio di motivazione sulla determinazione della pena, lamentando l'eccessività del trattamento sanzionatorio e della riduzione concessa per le attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il primo motivo mirasse a una rivalutazione del merito probatorio non consentita in sede di legittimità, valorizzando la motivazione conforme di primo e secondo grado: dalle emergenze processuali risultava che il ricorrente aveva effettuato pagamenti per conto della società, assunto decisioni gestorie, compreso il cambio di denominazione sociale, e aveva beneficiato della cessione di crediti senza dimostrare una destinazione dei proventi a fini sociali. La Corte ha inoltre condiviso la valutazione secondo cui il reato, di pericolo concreto, si era consumato mediante la distrazione di una somma ingente da finalità sociali, con pregiudizio per la garanzia patrimoniale dei creditori, e che tale condotta era stata posta in essere con piena consapevolezza. Il secondo motivo è stato parimenti ritenuto inammissibile perché attinente al trattamento sanzionatorio, giudicato congruo e adeguatamente motivato; è stata richiamata la giurisprudenza sulla discrezionalità del giudice nella quantificazione della riduzione per attenuanti generiche e sulla legittimità della determinazione della pena base al minimo edittale con diminuzione minima per le attenuanti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    Richiamato per affermare che i criteri di commisurazione della pena fondano valutazioni autonome e non impongono una necessaria interdipendenza tra determinazione della pena base e misura della diminuzione per attenuanti generiche.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentita una rivalutazione del compendio probatorio quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione congrua e coerente, specie se conforme a quella di primo grado.
  • In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, la qualifica di amministratore di fatto può desumersi da condotte concrete di gestione societaria, quali il compimento di pagamenti per conto della società e l'assunzione di decisioni organizzative rilevanti.
  • Il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale è un reato di pericolo concreto: è sufficiente la distrazione di risorse sociali idonea a incidere sulla garanzia dei creditori, non occorrendo un danno ulteriore già realizzato.
  • La sussistenza del dolo può essere affermata quando la distrazione di somme sociali verso scopi estranei all'impresa risulti consapevole e intenzionale, anche in assenza di giustificazioni credibili sulla destinazione dei proventi.
  • La determinazione della pena e la misura della diminuzione per attenuanti generiche rientrano nella discrezionalità del giudice di merito; la motivazione richiesta cresce solo in rapporto alla minore incidenza del beneficio, e non vi è automatica correlazione tra minima pena base e minima riduzione per attenuanti.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimoniale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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