Cassazione Penale, Sentenza n. 37364/2024 del 10/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 04/12/2023 con cui il GIP-giudice dell'esecuzione aveva rigettato la richiesta di riconoscimento della continuazione tra più sentenze di condanna riportate dal ricorrente (sentenze emesse dal GIP di Milano e dal Tribunale di Monza). Il ricorrente deduceva vizio di motivazione: il giudice dell'esecuzione avrebbe fornito argomentazioni generiche, non avrebbe analizzato le singole condotte, avrebbe dato rilievo non decisivo a elementi (diversita di luoghi e persone offese, modalità) e si sarebbe posto in contrasto con la valutazione del giudice della cognizione che aveva riconosciuto il vincolo di continuazione per alcuni episodi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato i principi sul reato continuato (unità di ideazione, importanza di omogeneità delle condotte e prossimità temporale, natura indiziaria della ricostruzione del disegno criminoso) e ha chiarito l'obbligo del giudice dell'esecuzione, che non accolga la richiesta, di motivare specificamente la disattenzione rispetto alla valutazione già compiuta in sede cognitoria. Ha censurato l'ordinanza impugnata come motivata in modo generico e apparente, ha annullato l'ordinanza e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Milano (Giudice per le indagini preliminari diverso soggetto), disponendo nuova valutazione della richiesta di riconoscimento della continuazione.
Norme richiamate
art. 671 codice di procedura penale
L'art. 671 c.p.p. disciplina la richiesta al giudice dell'esecuzione di provvedimenti relativi all'esecuzione; il giudice investito della domanda ha piena libertà di giudizio ma non può ignorare la motivazione e le valutazioni già svolte in sede di cognizione e deve motivare specificamente la non condivisione di quelle valutazioni se le ritiene non applicabili.
Corte Costituzionale, sentenza n. 183 del 2013
La decisione di rinvio deve essere affidata a giudice diverso (diversa persona fisica) rispetto a quello che ha emesso il provvedimento annullato.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 1, n. 40123 del 22.10.2010, Rv. 248862)
Richiamato il principio secondo cui il reato continuato richiede l'unita di ideazione e una rappresentazione unitaria delle condotte, e che la sola recidiva o abitualita non bastano a integrare tale elemento intellettivo.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 1, n. 37041 del 26/06/2019, Rv. 276944 e Sez. 1, n. 54106 del 24/03/2017, Rv. 271903)
Il giudice dell'esecuzione, quando disattende la valutazione del giudice della cognizione circa la continuazione, deve motivare adeguatamente e indicare specifiche e significative circostanze che giustifichino l'esclusione del vincolo di continuazione.
Massime di principio
- Il reato continuato richiede l'unita di ideazione: non basta la ripetizione di reati simili o l'abitualita, occorre dimostrare la rappresentazione unitaria del disegno criminoso sin dalla fase ideativa.
- Rilevano fattori esteriori come omogeneita delle condotte, prossimita temporale e connessioni logiche tra i fatti; la valutazione e indiziaria e deve emergere da un concreto esame di tempi, modi e mezzi.
- Il giudice dell'esecuzione non e libero di ignorare semplicemente la valutazione del giudice della cognizione: se decide diversamente deve fornire motivazioni specifiche e concrete che spiegano perche i fatti non rientrano nel medesimo disegno criminoso.
- La generica richiamata diversita di luoghi, persone offese o modalita, senza spiegare in che cosa consista la differenza rilevante e come impedisca l'unita di ideazione, e insufficiente a escludere la continuazione.
- In caso di annullamento della decisione sull'opposizione alla mancata continuazione, il procedimento va rimesso a giudice diverso, per garantire imparzialita e nuova valutazione.
- Per chi richiede il riconoscimento della continuazione conviene documentare analiticamente somiglianze e nessi tra le condotte (tempi, mezzi, partecipazione, finalita) e contrastare eventuali argomentazioni formali basate su diversita apparenti.
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