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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18035/2023 del 02/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Modena che aveva rigettato il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo del 20/04/2022 per la somma di euro 101.700,00 in relazione al reato di indebita compensazione ex art.10-quater d.lgs. n.74/2000. Il ricorrente deduceva l'assenza del fumus commissi delicti sul punto dell'elemento soggettivo: sosteneva di non poter conoscere le linee interpretative contenute nella circolare ministeriale n.59990 del 09/02/2018 (emanata successivamente ai fatti) e nel Manuale di Frascati (tradotto in italiano nel 2022), deducendo ignoranza inevitabile; aggiungeva che le scelte erano state prese da professionisti esterni e produceva perizia del 18/04/2016 a sostegno della buona fede. Con un secondo motivo lamentava il travisamento della prova circa la conoscenza del Manuale di Frascati da parte del ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato in materia di misure cautelari reali sia limitato a questioni di legittimità e che il motivo relativo al travisamento della prova non sia proponibile nel ricorso avverso misure cautelari reali. Quanto al profilo dell'elemento soggettivo, la Corte ha confermato che il giudice del riesame può valutare sommariamente il fumus anche sull'elemento soggettivo solo se il suo difetto emerge ictu oculi, condizione non realizzata nel caso. Inoltre ha chiarito che l'ordinanza del riesame non si era fondata su norme secondarie posteriori ai fatti (circolare) o su fonti estranee al sistema delle fonti (Manuale di Frascati), ma sul d.l. n.145/2013, art.3 che definisce la nozione di investimento in ricerca e sviluppo. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 10-quater d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma che disciplina il reato di indebita compensazione contestato; la misura cautelare è stata disposta in relazione a questa fattispecie

  • art. 3 d.l. n. 145 del 23/12/2013

    Richiamato dal Tribunale del riesame come riferimento normativo principale per definire la nozione di "investimento in attività di ricerca e sviluppo" utile a valutare la legittimità dei crediti compensati; la Corte ha ritenuto corretta la focalizzazione sul testo normativo originario

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce che il sindacato della Corte di Cassazione sui provvedimenti cautelari reali è limitato a motivi attinenti alla violazione di legge; richiamato per delimitare l'ambito di controllo

  • art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che elenca i motivi di ricorso per cassazione; richiamata in relazione ai motivi proposti dal ricorrente (lett. b) e lett. e))

  • art. 173, comma 1, disp. att., cod. proc. pen.

    Richiamato in tema di esame dei motivi e limiti della motivazione nel ricorso per cassazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso

  • Artt. 23, 25 e 27, comma 1 Cost.

    Richiamati nella prospettazione difensiva come garanzie costituzionali invocate (diritti soggettivi e responsabilità penale), ma la Corte non ha ritenuto che il riesame avesse violato tali principi

  • Corte costituzionale, sentenza n. 364 del 1988

    Citate dalla difesa in relazione al principio dell'imputabilità dell'ignoranza inevitabile della legge; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la questione non fosse idonea a escludere sommariamente il fumus nella fase cautelare

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13/06/2000

    Riferita dalla Corte di Cassazione per escludere che il ricorso fosse presentato in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, ma comunque irrecevibile

Massime di principio

  • Il sindacato della Cassazione sui provvedimenti cautelari reali è limitato a vizii di legge: questioni di merito e travisamento della prova sono in linea di massima preclusi in questa sede
  • Il giudice del riesame valuta il fumus commissi delicti in modo sommario e può escludere l'elemento soggettivo solo se il suo difetto emerge ictu oculi; in assenza di tale evidenza la misura cautelare può essere confermata per consentire ulteriori indagini
  • La presenza di fonti interpretative successive ai fatti (es. circolari) o di manuali non legislativi non esclude automaticamente la configurabilità del fumus: il controllo può fondarsi sul testo normativo primario vigente al tempo del fatto
  • L'affidamento a professionisti e la buona fede possono costituire elementi di difesa rilevanti nel merito, ma non necessariamente bastano a escludere sommariamente la sussistenza del fumus nella fase cautelare
  • Il motivo che deduce travisamento della prova non è in genere proponibile nel ricorso avverso misure cautelari reali e va sollevato nei gradi di merito o con il corretto motivo di cassazione quando ammesso

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