Cassazione Penale, Sentenza n. 25833/2025 del 14/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rifiutato la richiesta di differimento dell'udienza ex art. 309 comma 9-bis c.p.p. presentata dal difensore il 25/02/2025. Il difensore aveva ricevuto avviso di fissazione il 24/02/2025 e chiedeva rinvio perché solo il 24/02 erano disponibili i file audio delle intercettazioni e solo il 26/02 i file video, avendo inoltre incaricato un consulente per la trascrizione con termine al 06/03; il Tribunale aveva respinto l'istanza ritenendo che la difesa fosse già venuta a conoscenza del contenuto delle intercettazioni e quindi non sussistessero giustificati motivi.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che, secondo l'orientamento prevalente di legittimità, il diniego di differimento ex art. 309 comma 9-bis non è normalmente impugnabile salvo che il provvedimento sia nullo per assenza assoluta di motivazione o presenti motivazione meramente apparente. Il Collegio ha aderito a tale orientamento e valutato che il Tribunale aveva motivato adeguatamente il rigetto (la difesa era già a conoscenza delle intercettazioni e dei file-audio), per cui non è configurabile il vizio denunciato; conseguentemente il ricorso è infondato e il ricorrente è condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen., comma 9-bis
su richiesta formulata personalmente dall'imputato entro due giorni dalla notificazione dell'avviso, il tribunale differisce la data dell'udienza da un minimo di cinque ad un massimo di dieci giorni se vi siano giustificati motivi. In tal caso il termine per la decisione e quello per il deposito dell'ordinanza sono prorogati nella stessa misura
La norma riconosce al destinatario della misura cautelare il diritto a richiedere il differimento su giustificati motivi; la Corte ha precisato che il diniego deve essere adeguatamente motivato e che la mancanza o apparenza di motivazione può rendere impugnabile il provvedimento
Richiamato in relazione al vizio denunciato: la violazione di legge ai sensi dell'art. 125 è configurabile quando il provvedimento impugnato sia privo di motivazione o presenti motivazione meramente apparente
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma richiamata per gli adempimenti successivi alla sentenza (es. comunicazioni alla cancelleria); citata quale provvedimento formale da eseguire dopo la decisione
art. 74 d.P.R. n. 309/1990 e art. 416-bis c.p.
Norme sostanziali relative ai reati ascritti all'imputato (tra cui partecipazione a sodalizio camorristico e il concorso con normativa sulle sostanze stupefacenti); presenti nel capo di imputazione ma non decisive per la questione processuale oggetto del ricorso
Massime di principio
- La richiesta di differimento ex art. 309 comma 9-bis va proposta personalmente dall'imputato entro 2 giorni dalla notificazione dell'avviso e dev'essere fondata su giustificati motivi concreti (es. recente disponibilità di atti essenziali, necessità di trascrizioni, assistenza di consulenti).
- Il diniego del rinvio da parte del Tribunale del riesame è generalmente non impugnabile in Cassazione, salvo che il provvedimento sia del tutto privo di motivazione o manifestamente motivato in modo apparente; in tali casi la mancata o apparente motivazione può costituire vizio impugnabile.
- Per massimizzare le possibilità di ottenere il differimento, la difesa dovrebbe documentare tempestivamente le ragioni richieste (date di effettiva disponibilità dei materiali, richieste scritte di accesso, piani di lavoro del consulente e termini necessari) e chiedere il differimento nei termini previsti dalla norma.
- Se la difesa è già sostanzialmente a conoscenza del contenuto degli atti o delle intercettazioni, il Giudice del riesame può legittimamente ritenere che non sussistano giustificati motivi per il rinvio; pertanto va esplicitato in che misura la mera disponibilità di file non consente una difesa adeguata.
- In caso di diniego motivato, è difficile ottenere l'annullamento in sede di legittimità se la motivazione del diniego è concreta e comprensibile; l'azione correttiva efficace è dimostrare che la motivazione è assente o solo apparente.
- Quando si ritiene che il diniego sia privo di motivazione o manifestamente apparente, la cassazione può essere percorsa ma richiede che il vizio sia chiaramente emergente dal provvedimento impugnato.
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