Cassazione Penale, Sentenza n. 41639/2022 del 04/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorsi erano diretti contro la conferma, da parte della Corte d'appello di Catania, della sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato la responsabilità penale di Salvatore Cosentino per furto pluriaggravato e resistenza a pubblico ufficiale e di Anna Grasso per simulazione di reato. Cosentino proponeva tre motivi attinenti al merito, chiedendo di riconsiderare il materiale istruttorio; tali censure sono state valutate come tentativo di rivalutazione del merito e generiche, senza confronto con le argomentazioni della Corte d'appello. Grasso contestava l'illogicità della motivazione in ordine al dolo della simulazione di reato, sostenendo che l'autovettura denunciata come rubata era da lei abitualmente utilizzata e segnalando la diversa convivenza con il figlio, elemento che secondo lei avrebbe inciso sulla valutazione del dolo.
La decisione
Il ricorso di Cosentino è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti e non si confrontava con le ragioni della Corte d'appello; la sua condanna di merito è quindi confermata e viene condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 comma 1 c.p.p., al versamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro 3.000,00. Il ricorso di Anna Grasso è stato ritenuto non inammissibile e non manifestamente infondato; tuttavia, non essendo emersa alcuna causa di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 comma 2 c.p.p. e risultando interamente decorso il termine massimo di prescrizione (scaduto il 22 novembre 2021), la sentenza è stata annullata senza rinvio limitatamente alla sua posizione perché il reato è estinto per prescrizione.
Norme richiamate
art. 129, comma 2, cod. proc. pen.
Richiamato per l'individuazione delle cause di proscioglimento. La Corte ha ritenuto che non risultassero evidenti le cause di proscioglimento previste da tale norma rispetto alla posizione di Grasso, motivo per cui non ne ha disposto l'assoluzione sostanziale ma ha dichiarato l'estinzione per prescrizione
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Applicato come sanzione per il ricorso inammissibile del Cosentino: la Corte ha condannato il ricorrente al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, nella misura ritenuta equa (euro 3.000,00)
Massime di principio
- La Corte di legittimità non ammette ricorsi che si limitino a una rivalutazione del materiale probatorio: il ricorrente in Cassazione deve contestare questioni di diritto e confrontarsi con le motivazioni della decisione impugnata
- Le censure generiche o prive di un diretto confronto con le argomentazioni del giudice di merito sono dichiarate inammissibili
- Quando emerge che è decorso il termine massimo di prescrizione prima dell'esaurimento del gravame, la sentenza di merito può essere annullata senza rinvio per estinzione del reato
- La dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione non presuppone necessariamente il riconoscimento dell'innocenza, ma estingue il reato e comporta l'annullamento della sentenza impugnata limitatamente alla posizione interessata
- Il ricorrente inammissibile può essere condannato al pagamento delle spese e a una somma per la Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; va valutato il rischio procedurale prima di proporre ricorsi evidentemente generici o rivolti al merito
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