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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08595/2026 del 07/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dall’opposizione proposta dai proprietari di un terreno, poi proseguita dagli eredi, avverso il provvedimento con cui un commissario ad acta aveva determinato l’indennizzo dovuto a seguito di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, disposta in esecuzione di sentenza del T.A.R. relativa a un’area del Comune di Vibo Valentia. I proprietari contestavano l’importo riconosciuto, ritenuto troppo basso; il giudice di merito, sulla base di c.t.u., aveva invece ritenuto le aree edificabili e aveva liquidato un indennizzo molto più elevato. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione con cinque motivi: 1) violazione delle norme espropriative e urbanistiche per avere la Corte d’appello qualificato come edificabili aree che, secondo l’ente, erano invece assoggettate a vincolo conformativo di inedificabilità assoluta e destinate a viabilità pubblica e servizi; 2) omesso esame di fatti decisivi, tra cui la variante urbanistica, la decadenza del PEEP e altre risultanze istruttorie; 3) violazione dei criteri di stima, per avere il giudice aderito alla c.t.u. e utilizzato un unico atto di permuta come comparabile, senza verificare l’omogeneità dei beni; 4) erronea mancata applicazione della riduzione del 25% prevista per gli interventi di riforma economico-sociale; 5) ulteriore omesso esame dell’eterogeneità dei beni posti a confronto e della diversa destinazione urbanistica.

La decisione

La Corte ha rigettato l’eccezione preliminare di tardività del ricorso, ha ritenuto rituali gli interventi degli eredi costituitisi nelle more e, nel merito, ha respinto il primo, il secondo, il quarto e il quinto motivo. Ha invece accolto il terzo motivo, rilevando che la Corte d’appello, pur correttamente applicando il criterio dell’edificabilità media dell’intero comprensorio, aveva poi fondato la stima su un termine di comparazione non adeguatamente verificato quanto a omogeneità e rappresentatività, trattandosi di bene comparato qualificato come interamente edificabile e non sovrapponibile al fondo oggetto di acquisizione. La sentenza/ordinanza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d’appello di Catanzaro in diversa composizione, anche per le spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 702-bis c.p.c.

    Richiamato per il rito seguito nel giudizio originario di opposizione al provvedimento di acquisizione sanante.

  • art. 702-quater c.p.c.

    La Corte esclude che il termine breve ivi previsto per l’appello del rito sommario si applichi al ricorso per cassazione avverso decisioni della Corte d’appello in grado unico.

  • art. 325 c.p.c.

    È indicato come termine breve applicabile al ricorso per cassazione in mancanza di disciplina speciale.

  • art. 327 c.p.c.

    Richiamato unitamente all’art. 325 c.p.c. quale termine generale di impugnazione in assenza di norma speciale.

  • art. 110 c.p.c.

    Ritenuto applicabile in cassazione l’intervento del successore a titolo universale della parte deceduta, se la qualità di erede è documentata e portata a conoscenza della controparte.

  • art. 372 c.p.c.

    Consente il deposito dei documenti necessari a dimostrare la qualità di erede nel giudizio di legittimità.

  • art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    Base del primo, terzo e quarto motivo di ricorso per dedotta violazione di legge.

  • art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.

    Base del secondo e quinto motivo, ritenuti in parte inammissibili perché diretti a una rivalutazione del merito.

  • artt. 32, 37, 40, 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    Richiamati per la disciplina dell’indennizzo nelle procedure espropriative e di acquisizione sanante, nonché per la qualificazione edificatoria dei terreni.

  • art. 37, commi 3, 4, 5, 6 e 7, d.P.R. n. 327/2001

    Utilizzati come parametro di determinazione dell’indennizzo per terreni edificabili nelle ipotesi di acquisizione sanante.

  • art. 37, comma 1, d.P.R. n. 327/2001

    La riduzione del 25% per interventi di riforma economico-sociale è ritenuta non applicabile all’acquisizione sanante.

  • art. 61 c.p.c.

    Richiamato nel motivo di ricorso relativo alla c.t.u.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato nel motivo di ricorso relativo al dedotto mancato confronto con le difese delle parti.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato nel motivo di ricorso relativo alla valutazione delle prove.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato nel motivo di ricorso relativo alla valutazione delle prove.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità avverso decisioni della Corte d’appello rese in grado unico ai sensi del d.lgs. n. 150/2011 e del d.P.R. n. 327/2001, il termine breve per il ricorso per cassazione non coincide con quello previsto per l’appello nel rito sommario, ma resta disciplinato dalle norme generali degli artt. 325 e 327 c.p.c. in mancanza di una disciplina speciale.
  • L’intervento in cassazione del successore a titolo universale della parte deceduta è ammissibile, purché la qualità di erede sia documentata con i mezzi consentiti e sia resa conoscibile alla controparte.
  • Ai fini della qualificazione urbanistica e della determinazione dell’indennizzo espropriativo, conta l’edificabilità legale vigente al momento della vicenda ablativa; un vincolo che riguarda singoli beni per la localizzazione di opere pubbliche non equivale necessariamente a vincolo conformativo generale di inedificabilità.
  • L’edificabilità rilevante nella stima dell’indennità deve essere commisurata all’indice medio di fabbricabilità dell’intero comprensorio, includendo anche gli spazi destinati a servizi e infrastrutture e non solo le aree concretamente edificabili in senso stretto.
  • Il giudice può scegliere tra metodo sintetico-comparativo e metodo analitico-ricostruttivo, ma la scelta e soprattutto la comparazione devono essere sorrette da dati obiettivi e da adeguata motivazione sulla omogeneità e rappresentatività dei beni posti a confronto.
  • La mera adesione alle conclusioni del consulente tecnico non esonera il giudice dal dovere di indicare gli elementi oggettivi posti a base della stima, così da consentire il controllo sulla congruità della motivazione.
  • La riduzione del 25% dell’indennità prevista per le espropriazioni finalizzate a interventi di riforma economico-sociale non si applica automaticamente all’acquisizione sanante ex art. 42-bis, in assenza della specifica ricorrenza dei relativi presupposti.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione forzataImpugnazioniContratto preliminare
RamiEsecuzioniProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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