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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27503/2024 del 10/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere, lamentando vizi di motivazione e una erronea applicazione dell'art. 275 cod. proc. pen.: in particolare il Tribunale avrebbe reiterato le stesse argomentazioni già censurate dalla Corte di cassazione (gravità del fatto e negativa personalità) senza valutare specificamente l'adeguatezza della misura meno afflittiva degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, nonostante la residenza dell'indagato in provincia diversa da quella del reato e la sua già lunga permanenza in regime cautelare (circa undici mesi).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato, ritenendo che il Tribunale del riesame avesse ottemperato alle prescrizioni della sentenza rescindente e motivato in modo puntuale l'inidoneità degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a soddisfare le esigenze cautelari. Il Tribunale aveva richiamato, oltre alla gravità dell'evento (uso di arma da fuoco e commando), elementi emersi dalle indagini successive: possesso di armi e vendita di rilevanti quantitativi di stupefacenti, ingenti somme di denaro, nonché minacce rivolte in carcere a un testimone (Ojo Osabo) e la capacità di contare su soggetti esterni. Tali elementi hanno portato alla conclusione che la misura meno afflittiva non fosse idonea. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen. e gli atti sono stati inviati alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 275 cod. proc. pen.

    La censura riferita a questa norma riguardava la corretta valutazione dell'adeguatezza delle misure cautelari; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse applicato correttamente i criteri previsti e fornito una motivazione specifica sull'inidoneità degli arresti domiciliari rafforzati con braccialetto elettronico

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Usata come base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata per gli adempimenti amministrativi di cancelleria successivi alla decisione

Massime di principio

  • La semplice gravità del fatto e la negativa personalità non bastano se non corredate da una specifica valutazione dell'idoneità di una misura cautelare meno afflittiva: il giudice deve motivare espressamente perché gli arresti domiciliari (anche con braccialetto elettronico) non sarebbero sufficienti
  • Elementi successivi alle indagini iniziali (es. riscontri su possesso di armi, traffico di stupefacenti, disponibilità di risorse economiche, dichiarazioni e minacce in carcere) possono giustificare il mantenimento della custodia in carcere se mostrano un'integrazione della pericolosità dell'indagato
  • La residenza dell'indagato in provincia diversa da quella del reato è un elemento rilevante ma non decisivo: necessita una motivazione specifica per spiegare perché comunque non rende adeguabile la misura meno afflittiva
  • La durata già trascorsa della misura cautelare (es. molti mesi) va presa in considerazione ma non determina automaticamente la sostituzione della custodia in carcere con misure meno afflittive; occorre valutare complessivamente le esigenze cautelari e i rischi concreti
  • L'applicazione del braccialetto elettronico non è di per sé garanzia sufficiente di contenimento del rischio quando emergono elementi di collegamento a contesti criminali strutturati o condotte tali da mostrare incapacità di autolimitazione

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