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Sentenza

Sentenza n. 16752/2026 - Roma, Sezione 5Q

​PER L’ANNULLAMENTO, a) della comunicazione prot. n.-OMISSIS- di revoca di -OMISSIS- S.p.A. (Rif. Op.ne -OMISSIS- n. -OMISSIS- - Circolare n. -OMISSIS- - -OMISSIS- - -OMISSIS-), trasmessa a mezzo PEC in pari data, unitamente ai connessi prospetti contabili e di conteggio, con cui è stata notificata l’avvenuta revoca del finanziamento agevolato ed è stata intimata la restituzione, in un’unica soluzione entro il termine perentorio di 30 giorni dalla ricezione, dell’importo complessivo di € 1.040.926,40, con riserva di rivalutazione per interessi pro-die al saggio del 5,04% e del 7,04%, minacciando l’immediata risoluzione contrattuale di diritto, l’avvio delle azioni legali esecutive di recupero coattivo e la segnalazione per l’azzeramento della posizione nel Registro Nazionale Aiuti (RNA); b) della delibera di revoca del finanziamento agevolato assunta dal Comitato Agevolazioni di -OMISSIS- S.p.A. nella riunione del 30 luglio 2026, richiamata e posta a fondamento della comunicazione sub a), allo stato non conosciuta nel testo integrale, né allegata o altrimenti comunicata alla ricorrente; c) di tutti i verbali, pareri, relazioni istruttorie e atti presupposti della seduta del Comitato Agevolazioni del 30 luglio 2026, ivi inclusa l’originaria nota prot. n. -OMISSIS- di avvio del procedimento notificata da -OMISSIS- ai sensi dell’art. 92, comma 3, D.Lgs. 159/2011; d) nonché di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso o consequenziale, ancorché non conosciuto.​

Giustizia amministrativa202609700

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Comunicazione di revoca del finanziamento agevolato e intimazione alla restituzione di € 1.040.926,40 entro 30 giorni, adottate in attuazione della delibera del Comitato Agevolazioni del 30 luglio 2026

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (ministero e gestore pubblico)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società beneficiaria ha impugnato la revoca del finanziamento agevolato e la richiesta di restituzione dell’intero importo erogato, pari a € 1.040.926,40, con interessi, nonché la delibera del Comitato Agevolazioni e gli atti presupposti, inclusa la comunicazione di avvio del procedimento. Ha contestato la legittimità della revoca chiedendone l’annullamento e la tutela cautelare. Il Ministero ha eccepito che l’erogazione era stata effettuata sotto condizione risolutiva, in attesa dell’informazione antimafia, e che la società era risultata destinataria di un’interdittiva antimafia, successivamente confermata dopo una variazione societaria; la revoca e il recupero sarebbero quindi conseguiti al difetto originario di una condizione di ammissibilità.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario, senza esaminare nel merito i vizi dedotti. Ha ritenuto che la revoca fosse fondata sull’originaria mancanza di una condizione necessaria per il finanziamento, costituita dall’assenza di un’interdittiva antimafia, e fosse pertanto vincolata, non espressione di una valutazione discrezionale di opportunità o di una revoca per sopravvenuto interesse pubblico. La controversia riguarda dunque la fase di erogazione o ripetizione del contributo e il rapporto con il beneficiario, devoluti alla giurisdizione ordinaria. Il giudizio può essere proseguito davanti a quest’ultima ai sensi dell’art. 11 c.p.a.; spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 11 c.p.a.

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quinta Quater), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara il difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo in favore della giurisdizione dell’Autorità Giudiziaria Ordinaria, innanzi alla quale il giudizio potrà essere proseguito a norma dell’art. 11 cpa.

    Dichiarato il difetto di giurisdizione, la controversia può essere proseguita davanti al giudice ordinario secondo la disciplina della translatio iudicii.

  • art. 92 d.lgs. 159/2011

    Nel caso in esame, la documentazione in atti attesta che la revoca del finanziamento è stata disposta per difetto originario di una condizione del finanziamento, ossia l’assenza dell’interdittiva antimafia a carico della società beneficiaria del contributo pubblico erogato.

    L’interdittiva antimafia, quale elemento che esclude una condizione originaria di ammissibilità del finanziamento, determina una revoca vincolata dell’agevolazione e la conseguente controversia sulla ripetizione delle somme ricade nella giurisdizione ordinaria.

Massime di principio

  • Nelle controversie sui contributi pubblici, la giurisdizione si determina in base alla situazione soggettiva fatta valere e alla fase del rapporto cui si riferisce la contestazione: appartengono al giudice ordinario le controversie sulla fase di erogazione o ripetizione del contributo quando la revoca si fonda sull’inadempimento del beneficiario o sulla mancanza dei presupposti giustificativi dell’erogazione, senza esercizio di discrezionalità amministrativa.
  • La revoca di un finanziamento dovuta al difetto originario di una condizione di ammissibilità, quando tale difetto rende non spettante il beneficio e non implica una nuova valutazione discrezionale dell’interesse pubblico, ha natura vincolata; le controversie che ne derivano attengono al rapporto di sovvenzione e spettano al giudice ordinario.
  • La dichiarazione di difetto di giurisdizione comporta la possibilità di proseguire il giudizio davanti al giudice indicato come munito di giurisdizione, ai sensi dell’art. 11 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributiGiurisdizione e riparto
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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