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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21919/2025 del 10/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Ancona che aveva confermato la loro responsabilità per concorso in rapina aggravata e aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di lesioni. Le censure principali erano: a) nullità o inutilizzabilità delle intercettazioni per difetto di motivazione del decreto di noleggio delle apparecchiature (intercettazioni eseguite con dispositivi noleggiati da società private), b) vizi di motivazione nella valutazione e nell'interpretazione delle captazioni telefoniche e mancanza di riscontri oggettivi, c) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (Capone), d) genericità e mancanza di elementi a sostegno delle prove assunte (Montanera).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e/o manifestamente infondati, confermando la decisione della Corte d'Appello. Pertanto resta definitiva la declaratoria di estinzione per prescrizione del reato di lesioni e la condanna per concorso in rapina aggravata (artt. 110 e 628 c.p.) con la rideterminazione del trattamento sanzionatorio già operata in Appello (oltre all'eliminazione, in Appello, della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici nei confronti di Montanera). La Cassazione ha ritenuto legittime l'utilizzazione e la valutazione delle intercettazioni e ha respinto le doglianze sulla motivazione e sulle attenuanti; ha inoltre condannato i ricorrenti al pagamento delle spese e a sanzioni ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 268, comma 3, cod. proc. pen.

    le operazioni possono essere compiute esclusivamente per mezzo degli impianti installati nella procura della Repubblica. Tuttavia, quando tali impianti risultano insufficienti o inidonei ed esistono eccezionali ragioni di urgenza, il pubblico ministero può disporre, con provvedimento motivato, il compimento delle operazioni mediante impianti di pubblico servizio o in dotazione alla polizia giudiziaria

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che rileva il luogo di installazione degli impianti (la Procura) e non la titolarità/ proprietà. Il noleggio di apparecchiature private è ammissibile se gli impianti sono installati nei locali della Procura e il decreto di noleggio è adeguatamente motivato sull'inidoneità degli impianti in disponibilità dell'Ufficio.

  • art. 271 cod. proc. pen.

    Riferita all'inutilizzabilità delle intercettazioni: la Corte ha ritenuto che non sussistono elementi per dichiarare le captazioni inutilizzabili. Allegazioni difensive puramente ipotetiche circa luoghi diversi o manipolazioni sono insufficienti; la prova di illegittimità deve essere documentata.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le censure di violazione di legge e vizi di motivazione in cassazione. La Corte ha valutato tali censure e le ha ritenute manifestamente infondate o inammissibili ove generiche.

  • art. 133 e art. 62-bis cod. pen.

    Riguardano le circostanze attenuanti generiche: la Corte ha richiamato il principio per cui il riconoscimento delle attenuanti generiche richiede elementi positivi e non è conseguenza automatica dell'assenza di precedenti; l'incensuratezza da sola non basta.

  • artt. 110 e 628, commi 1 e 3, n.1, cod. pen.

    Norme sostanziali relative al concorso in reato e alla rapina aggravata: la Corte ha confermato la qualificazione dei fatti come concorso in rapina aggravata nei termini ritenuti dai giudici di merito.

  • art. 591 comma 1 lett. c) e art. 581 comma 1 lett. b) e d), cod. proc. pen.

    Richiamate in tema di inammissibilità per genericità: i motivi di ricorso devono confrontarsi con il contenuto della sentenza impugnata e contenere censure specifiche; la genericità comporta inammissibilità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Previsione di condanna per spese e sanzioni a carico dei ricorrenti in caso di dichiarazione di inammissibilità o rigetto del ricorso; la Corte ha applicato tale disciplina.

Massime di principio

  • Contestare intercettazioni basandosi sul fatto che siano state usate apparecchiature noleggiate richiede elementi concreti (es. prova che gli impianti non erano collocati nei locali della Procura o documentazione di manipolazione); mere ipotesi difensive non sono sufficienti.
  • Per impugnare l'interpretazione delle captazioni occorre indicare specifici elementi di travisamento o manifesta illogicità: il divergere nell'attribuzione di significato alle conversazioni è questione di fatto rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se non per vizi manifesti.
  • Le attenuanti generiche non si riconoscono automaticamente per l'assenza di precedenti; bisogna provare circostanze positive rilevanti che giustifichino una più favorevole quantificazione della pena.
  • I motivi di cassazione non possono limitarsi a censure generiche: devono confrontarsi puntualmente con le argomentazioni della sentenza impugnata e indicare quali errori di diritto o vizi di motivazione comportino la necessità di annullamento.
  • Se si dubita della genuinità o della collocazione degli impianti utilizzati per intercettare, la difesa dovrebbe tempestivamente richiedere e acquisire la documentazione tecnica (verbali di installazione, check-list, collocazione, caratteristiche degli impianti) e proporre élazioni probatorie concrete invece di sole rimostranze formali.
  • Attaccare la valutazione globale delle prove senza indicare vizi motivazionali rilevanti può essere considerato tentativo di nuova valutazione di merito ed è destinato al rigetto in sede di legittimità.

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