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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24382/2026 del 02/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. È stata quindi mantenuta la condanna pronunciata nei gradi di merito.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva confermato la condanna per rapina. Con un unico motivo ha denunciato violazione di legge e vizi motivazionali per il mancato riconoscimento: della lieve entità del fatto, dell'attenuante del danno patrimoniale lieve ex art. 62 n. 4 c.p., delle circostanze attenuanti generiche, nonché per la determinazione della pena. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato: ha rilevato che la Corte territoriale aveva escluso la lieve entità con motivazione congrua, valorizzando le modalità esecutive organizzate e la significativa offensività della condotta; aveva negato l'attenuante del danno lieve in ragione del rilevante pregiudizio alla libertà morale e fisica della persona offesa, applicando il principio per cui nella rapina la valutazione della speciale tenuità deve considerare non solo il valore della cosa sottratta ma anche le conseguenze della violenza o minaccia sulla vittima; aveva inoltre negato le attenuanti generiche in assenza di elementi positivamente apprezzabili e in presenza di precedenti penali specifici di segno negativo. La censura sulla pena è stata ritenuta generica e priva di specificità.

Norme richiamate

  • art. 62 n. 4 c.p.

    L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, nella rapina, non dipende solo dal modesto valore del bene sottratto, ma richiede che la valutazione complessiva dei pregiudizi arrecati al patrimonio e alla persona offesa sia di speciale tenuità.

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche presuppongono la presenza di elementi positivi valutabili; la loro assenza, unita a dati negativi come precedenti penali, legittima il diniego.

  • art. 81 c.p.

    non determinabile

  • art. 628 c.p.

    La decisione riguarda una rapina, qualificata come reato plurioffensivo che lede patrimonio e libertà/integrità della persona aggredita.

  • Corte Costituzionale n. 86 del 2023

    Richiamata come parametro per la valutazione della lieve entità del fatto, con motivazione di merito ritenuta conforme ai criteri indicati.

Massime di principio

  • Nel delitto di rapina, la valutazione della speciale tenuità del danno ai fini dell'art. 62 n. 4 c.p. deve essere globale: il giudice deve considerare sia il valore del bene sottratto sia l'incidenza della violenza o minaccia sulla persona offesa.
  • La rapina è reato plurioffensivo; pertanto, la lieve entità non può essere riconosciuta quando, pur a fronte di un profitto esiguo, la condotta abbia prodotto un apprezzabile pregiudizio alla libertà morale o fisica della vittima.
  • Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate quando manchino elementi positivi di segno favorevole e siano presenti elementi negativi, come precedenti penali specifici o una personalità negativa desunta dai precedenti.
  • Le valutazioni di merito sulla gravità del fatto, sulle modalità esecutive e sulla presenza o meno di elementi per le attenuanti sono censurabili in cassazione solo per manifesta illogicità o violazione di legge; non è sufficiente una mera diversa lettura dei fatti.
  • La doglianza sulla dosimetria della pena deve essere specifica: la critica generica al mancato minimo edittale non è idonea a superare il vaglio di ammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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