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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4798/2024 del 02/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e il decreto di convalida del sequestro del 04/08/2023 per nullità genetica dovuta a carenza assoluta di motivazione e all'utilizzo di un modulo prestampato con indicazioni generiche/errate; ha disposto il dissequestro e la restituzione dei beni all'avente diritto e ha ordinato la comunicazione alla Procura della Repubblica di Napoli.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per nullità e violazione di legge del decreto di convalida del sequestro probatorio relativo a 13 orologi, scatole, libretti, certificati di garanzia e un cellulare. Il ricorrente deduce che il decreto era redatto su modulo prestampato con caselle barrate non pertinenti (indicazione di capi di abbigliamento), mancava la descrizione del fatto contestato e il nesso di pertinenza tra i beni e il reato; in concreto sostiene inoltre che gli orologi erano autentici e detenuti legittimamente nell'ambito della sua attività commerciale.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    La norma è richiamata come riferimento al reato (ricettazione) collegato agli oggetti sequestrati; la sentenza precisa che, anche quando è richiamata una fattispecie, il decreto di sequestro probatorio deve motivare la rilevanza dei beni e il nesso di pertinenza con il reato

  • art. 473 cod. pen.

    Richiamata negli atti come titolo di reato connesso; la Corte evidenzia che la mera indicazione dell'articolo non sostituisce la motivazione specifica circa il rapporto tra i beni e il fatto contestato

  • Giurisprudenza sul requisito motivazionale del sequestro probatorio

    Sez. 2, n. 39187 del 17/09/2021; Sez. 6, n. 37639 del 13/03/2019; Sez. 3, n. 25236 del 31/03/2011

    È affermato il principio per cui il decreto di convalida redatto su modulo prestampato con formule generiche o con caselle barrate adattabili a qualsiasi caso è privo della necessaria motivazione e quindi affetto da nullità insanabile in sede di riesame

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio deve contenere una motivazione specifica: indicare la rilevanza del bene per l'accertamento del fatto e il nesso di derivazione o pertinenza con il reato
  • L'utilizzo di moduli prestampati con caselle barrate e frasi standard può determinare la nullità del decreto di convalida per difetto di motivazione
  • La nullità genetica per carenza motivazionale non può essere sanata in sede di riesame e può portare all'annullamento del provvedimento e al dissequestro
  • La prova della legittima provenienza o della titolarità dei beni è rilevante, ma non supplisce all'obbligo, a carico dell'autorità che dispone il sequestro, di motivare il rapporto tra beni e reato
  • In contestazioni analoghe conviene focalizzarsi su: assenza di descrizione del fatto contestato nel decreto, mancanza del nesso di pertinenza, uso di modulistica generica e presentazione di documenti che attestino la legittimità della detenzione o della provenienza dei beni

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