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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14523/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la misura cautelare (custodia) applicata a Calvaruso per i reati di autoriciclaggio (art. 648-ter, c.1, c.p.) ed estorsione commessi tra Palermo e il Brasile tra il 2018-2019 e nel 2020. La difesa ha dedotto violazione di legge e vizio motivazionale (art. 606 lett. b ed e c.p.p.), sostenendo carenza di indizi sia rispetto all'autoriciclaggio sia rispetto all'estorsione, e ha chiesto la riforma dell'ordinanza; ha altresì depositato memoria difensiva per l'udienza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proponeva argomentazioni valutative e ripetitive, dirette a una rivalutazione del merito cautelare non consentita in sede di legittimità. La Corte ha richiamato il limite del controllo di cassazione che non può riesaminare fatti, pesi probatori e l'apprezzamento delle fonti svolto dal giudice di merito, potendo intervenire solo per violazioni di legge o motivazione manifestamente illogica. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata conteneva una motivazione ampia, coerente e logica basata su numerosi elementi (precedenti indagini, banche dati della Direzione Nazionale Antimafia, informative dei Carabinieri, dati estrapolati dai cellulari, chat acquisite per rogatoria, traffico telefonico e intercettazioni, analisi dei flussi patrimoniali e documentazione dall'Italia e dal Brasile) che giustificavano i gravi indizi circa i reati contestati e il ruolo preminente del ricorrente. Conseguenze pratiche: rigetto dell'impugnazione, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità; ordine di trasmissione della copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario per l'inserimento nella cartella del detenuto; esecuzione degli adempimenti di cancelleria.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione in materia cautelare controlla la legittimità e la coerenza logico-giuridica della motivazione, ma non può rimettere in discussione la valutazione di merito sui fatti e sul peso degli indizi compiuta dal giudice di merito.
  • I ricorsi che si limitano a proporre una diversa valutazione degli elementi probatori già esaminati dal giudice di merito sono, di norma, inammissibili in Cassazione: occorre individuare un vizio di diritto specifico o una manifesta illogicità della motivazione.
  • Quando l'ordinanza di applicazione o conferma della misura cautelare contiene una motivazione ampia, coerente e fondata su molteplici elementi di indagine (intercettazioni, traffico telefonico, dati estratti da dispositivi, analisi finanziarie, informative investigative), la resistenza alle censure difensive è elevata in sede di legittimità.
  • In caso di ricorso manifestamente inammissibile o meramente riedificante del merito, il ricorrente può essere condannato alle spese e ad ammende: è quindi opportuno calibrarne la fondatezza e puntare su censure giuridiche concrete.
  • Per tentare efficacemente la cassazione contro provvedimenti de libertate è strategico individuare e documentare errori di diritto, violazioni procedurali o profili di manifesta illogicità della motivazione, piuttosto che proporre semplici letture alternative dei fatti.

Testo integrale

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