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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31223/2025 del 17/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di ricettazione. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sulla penale responsabilità, sostenendo in sostanza che la detenzione delle merci contraffatte non sarebbe stata sufficientemente provata o comunque non integrerebbe il reato; la Corte di cassazione ha rilevato che la doglianza mirava in realtà a ottenere una nuova valutazione delle prove già esaminate e respinte in appello. Con il secondo motivo ha contestato il diniego delle circostanze attenuanti generiche, lamentando violazione di legge e vizio di motivazione; anche tale censura è stata ritenuta non specifica, perché riproponeva questioni già affrontate e disattese dal giudice di merito, senza un effettivo confronto con la motivazione della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha affermato che il primo motivo pretendeva una rivalutazione del compendio probatorio, preclusa in sede di legittimità, poiché il controllo della Cassazione riguarda la coerenza logica dell'apparato argomentativo e non la verifica della corrispondenza della motivazione alle risultanze processuali. Quanto al reato di ricettazione, la motivazione della sentenza impugnata è stata ritenuta conforme alla giurisprudenza di legittimità. Il secondo motivo è stato considerato aspecifico e quindi inammissibile, perché limitato a riprodurre censure già formulate in appello e già motivate come infondate. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 591, comma 1, cod. proc. pen.

    Il ricorso deve contenere motivi specifici; la riproposizione di censure già respinte in appello, senza un effettivo confronto con la motivazione della sentenza impugnata, determina inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una nuova valutazione del compendio probatorio, perché la Cassazione verifica l'esistenza di un apparato motivazionale logicamente coerente e non la diretta rispondenza della motivazione alle acquisizioni processuali.
  • Nel ricorso per cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi in modo effettivo con le ragioni poste a base della decisione impugnata; la mera riproposizione di doglianze già esaminate e respinte dal giudice di appello integra aspecificità e conduce a inammissibilità.
  • La detenzione di merci contraffatte, quando sia accertata come proveniente da attività delittuosa e finalizzata alla vendita, può sorreggere l'affermazione di responsabilità per ricettazione secondo l'orientamento consolidato richiamato dalla Corte.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è sorretto quando il giudice di merito valorizzi elementi quali assenza di resipiscenza, mancanza di consapevolezza del disvalore sociale della condotta e assenza di iniziative risarcitorie o conciliative.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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