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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2466/2024 del 19/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibili i primi due motivi e ha accolto il terzo motivo relativo alle esigenze cautelari. È stata annullata l'ordinanza impugnata limitatamente alla parte che riguarda il pericolo di recidiva e l'adeguatezza della misura, con rinvio al Tribunale di Palermo per un nuovo giudizio sulle esigenze cautelari e sulla valutazione di misure meno afflittive eventualmente idonee.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente articolava tre motivi: (1) nullità dell'ordinanza per mancato controllo autonomo del Tribunale sull'ordinanza genetica che aveva recepito la richiesta del PM; (2) insufficienza del giudizio di gravità indiziaria, contestando l'interpretazione di conversazioni intercettate e la mancanza di prove della ricezione di denaro e del concreto coinvolgimento personale nel patto corruttivo; (3) illegittimità delle esigenze cautelari e sproporzione della misura (arresti domiciliari) in assenza di un pericolo di recidiva attuale, considerata la sospensione dal servizio e lo stato di incensuratezza, proponendo misure interdittive meno afflittive.

Norme richiamate

  • art. 274, lett. c), cod. proc. pen.

    L'attualità del pericolo di reiterazione non è intesa come imminenza di una specifica occasione di reato, ma come continuità temporale della potenzialità criminosa; è richiesta una valutazione prognostica della possibilità di condotte reiterative sulla base delle modalità, della personalità dell'indagato e del contesto.

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Competenza per il nuovo giudizio di riesame a seguito dell'annullamento parziale dell'ordinanza.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 6, n. 18853/2018 e altre pronunce)

    Il riesame ha efficacia devolutiva completa; il Tribunale di riesame può confermare o riformare il provvedimento anche per ragioni diverse da quelle esposte nell'ordinanza impugnata e ha un obbligo motivazionale attenuato rispetto ai punti non specificamente contestati dalla difesa.

Massime di principio

  • Il giudice deve valutare l'attualità del pericolo di recidiva come continuità della potenzialità criminosa e non come mera imminenza di una specifica occasione; occorre una valutazione prognostica basata su fatti concreti, personalità e contesto.
  • La sospensione dal servizio e il tempo trascorso dai fatti sono elementi rilevanti nella verifica delle esigenze cautelari e possono rendere giustificabile una misura meno afflittiva se il giudice spiega adeguatamente perché tali elementi non neutralizzano il pericolo di reiterazione.
  • Se la difesa non solleva censure specifiche su parti del quadro indiziario, il Tribunale di riesame può richiamare la motivazione dell'ordinanza applicativa con un obbligo motivazionale attenuato sui punti non contestati.
  • Il giudice deve motivare chiaramente perché non è possibile adottare misure interdittive o meno gravose, indicando quali relazioni o circostanze concrete rendono attuale il pericolo di recidiva; la motivazione generica è insufficiente e causa annullamento parziale.
  • Conversazioni intercettate che coinvolgono terzi e l'assenza di prove della effettiva ricezione di denaro possono rendere debole il quadro indiziario in relazione a un ingresso tardivo nell'accordo corruttivo; occorre collegamento probatorio specifico per sostenere la gravità indiziaria.

Testo integrale

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