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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2789/2024 del 23/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Naddeo ha impugnato l'ordinanza della Corte di appello di Firenze che aveva dichiarato inammissibile, per tardività, la sua istanza di rescissione del giudicato relativa alla sentenza del Tribunale di Pistoia (22/10/2010, irrevocabile 8/03/2021). La Corte territoriale aveva ritenuto che il termine per proporre l'istanza fosse decorso perché un precedente difensore (avv. De Ciuceis) aveva già depositato una istanza di rescissione in data 25/03/2022 (pervenuta il 20/04/2022) dopo aver ricevuto procura speciale dal ricorrente, fatto che dimostrerebbe la conoscenza della condanna almeno dalla data del conferimento della procura. Il ricorrente ha dedotto che l'istanza del precedente difensore fosse falsificata/infedele e che la decorrenza del termine fosse invece il 2/07/2022, perciò il deposito del 7/07/2022 sarebbe stato tempestivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto del requisito della specificità estrinseca (il ricorrente non si è confrontato con la motivazione dell'ordinanza impugnata). Ha ritenuto provata la conoscenza della condanna da parte del ricorrente in base al conferimento di procura speciale all'avv. De Ciuceis e ad altri atti processuali allegati (revoca di un precedente provvedimento di indulto, ordine di esecuzione n.254/2021, deposito dell'istanza di rescissione del 25/03/2022, conferimento di incarico all'avv. Sorrentino il 18/05/2022, querela contro l'avv. De Ciuceis), che presuppongono la conoscenza della sentenza irrevocabile. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una somma a favore della Cassa delle Ammende; la Corte l'ha utilizzata per sanzionare il ricorso ritenuto inammissibile non per dolo grave ma senza giustificato motivo.

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Richiamato negli atti allegati al ricorso come parte della documentazione (istanza ex art. 175 c.p.p.) relativa all'estrazione di copia del fascicolo e verifiche, usato a supporto della valutazione che il ricorrente fosse a conoscenza della sentenza.

  • Regola del termine di 30 giorni per l'istanza di rescissione (menzionata come "termine previsto ex lege")

    La Corte territoriale ha ritenuto che il termine di 30 giorni per proporre l'istanza di rescissione fosse decorso rispetto alla data in cui il ricorrente aveva conoscenza della condanna (almeno al conferimento della procura al precedente difensore), rendendo così tardivo il deposito successivo.

Massime di principio

  • Il conferimento di una procura speciale a un difensore per proporre un'istanza processuale costituisce, di norma, prova della conoscenza dell'atto o della sentenza da parte del cliente e può far decorrere i termini per le azioni successivi.
  • La presentazione di atti processuali collegati (es. ordine di esecuzione, revoca di indulto, deposito di istanze, conferimento successivo di incarichi per estrarre fascicoli, querela sul contenuto di un'istanza) è elemento probatorio rilevante per stabilire la conoscenza della sentenza irrevocabile.
  • In Cassazione il ricorso deve rispettare il requisito della specificità estrinseca: bisogna confrontarsi espressamente con la motivazione della decisione impugnata; l'assenza di tale confronto determina l'inammissibilità.
  • L'asserzione di comportamenti infedeli o di falsità da parte di un precedente difensore deve essere dedotta e provata concretamente nel ricorso, in modo da incidere sulla decorrenza dei termini; mere affermazioni non consentono di interrompere la decorrenza del termine.
  • Se il ricorso è ritenuto inammissibile per carenza formale o per difetto di specificità, il ricorrente può essere condannato a pagare spese e sanzioni (anche una somma in favore della Cassa delle Ammende), salvo che risulti che l'atto sia stato proposto in buona fede e senza colpa significativa.

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