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Sentenza

Sentenza n. 4078/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento 1) del provvedimento, prot.3718, del 28 aprile 2023, con il quale l'u.t.c. del Comune di Casamarciano ha adottato il diniego del permesso di costruire per i lavori di completamento e cambio parziale di destinazione d'uso del fabbricato di proprietà del ricorrente, sito in Casamarciano, alla via Taverna n°8, riportato in catasto terreni al foglio 3, particella 402, sub 1; 2) di ogni altro atto o provvedimento, ivi compreso il diniego prot.282 del 12 gennaio 2023 confermato attraverso una nuova istruttoria con provvedimento 3178 del 28 aprile 2023, ove e per quanto lesivo dei diritti e degli interessi del ricorrente;

Giustizia amministrativa202303434

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del permesso di costruire per lavori di completamento e cambio parziale di destinazione d'uso di un fabbricato, nonché precedente diniego confermato all'esito del riesame in autotutela

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava il diniego comunale sostenendo che le opere già realizzate fossero pienamente conformi ai titoli edilizi rilasciati e agli strumenti urbanistici vigenti, nonché già verificate dall'amministrazione al momento del rilascio dei titoli abilitativi. Da ciò deriverebbe l'assenza di opere abusive e, quindi, la mancanza dei presupposti per richiedere una sanatoria. Il ricorrente deduceva inoltre l'erronea interpretazione dell'art. 4, comma 7, della legge regionale Campania n. 19/2009, sostenendo che per accedere alle misure premiali del Piano Casa non fosse necessaria la realizzazione integrale dell'edificio oggetto del permesso di costruire, ma fosse sufficiente che l'edificio fosse regolarmente assistito da titolo edilizio; la stessa interpretazione sarebbe stata applicabile al mutamento di destinazione d'uso relativo a volumi regolarmente assentiti o assentibili. Il Comune aveva eccepito l'inammissibilità, l'irricevibilità e l'infondatezza del ricorso.

La decisione

Dopo la costituzione del Comune, il ricorrente ha dichiarato di rinunciare al gravame e ha depositato la prova della notificazione dell'atto di rinuncia alla controparte. Il Comune non ha formulato opposizione. Il TAR, senza esaminare i motivi sostanziali relativi alla conformità edilizia delle opere, alla necessità della sanatoria e all'interpretazione della legge regionale n. 19/2009, ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia. Le spese sono state poste a carico del ricorrente ai sensi dell'art. 84 c.p.a. e liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori di legge, se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 84 c.p.a.

    Le spese di lite devono essere poste a carico della parte ricorrente

    La rinuncia al ricorso, non essendovi opposizione della controparte, comporta l'estinzione del giudizio e la condanna del rinunciante alle spese di lite.

  • art. 4, comma 7, legge regionale Campania n. 19/2009

    La disposizione era invocata dal ricorrente in relazione ai presupposti per l'accesso alle misure premiali del Piano Casa e al mutamento di destinazione d'uso, ma il giudice non ne ha esaminato l'interpretazione a causa dell'estinzione del giudizio.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso ritualmente notificata alla controparte, in assenza di opposizione, determina l'estinzione del giudizio senza esame delle questioni di merito.
  • In caso di estinzione del giudizio per rinuncia, le spese di lite possono essere poste a carico della parte rinunciante ai sensi dell'art. 84 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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