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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34929/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le parti civili impugnavano la sentenza di appello che aveva assolto Beltramo Sandra dal reato di omicidio colposo in relazione alla morte di Cantella Luigi. Il rimprovero contestato all'imputata era di avere, in qualità di dirigente del servizio viabilità della Provincia di Torino, omesso di predisporre barriere idonee su un tratto della SP61 e di non aver previsto un limite di velocità diverso da 90 km/h, omissioni che secondo i ricorrenti avrebbero costituito causa dell'incidente mortale. I ricorsi deducevano, in particolare, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione con riguardo al nesso causale e travisamento della consulenza tecnica del pubblico ministero, nonché violazione o falsa applicazione dell'art. 14, comma 1, del codice della strada (relativo ai limiti di velocità).

La decisione

I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili percheé, in data 19/04/2022, le parti civili hanno presentato rinuncia agli stessi, sottoscritta dai loro difensori. Perciò la Corte non ha esaminato nel merito le doglianze sui profili di responsabilità e sulla violazione dell'art. 14 c.d.s. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno al versamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro 500. La pronuncia di inammissibilità è stata emessa il 3 maggio 2022.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 1, codice della strada

    I ricorrenti sostenevano che non fosse stato previsto un limite di velocità diverso da quello generale (90 km/h) su un tratto pericoloso della SP61; tuttavia la Corte non si è pronunciata sul merito della presunta violazione perché ha dichiarato i ricorsi inammissibili per rinuncia delle parti civili

  • rinuncia del ricorso (atto processuale)

    La rinuncia formale presentata dalle parti civili ha determinato l'inammissibilità dei ricorsi, impedendo l'esame di merito e comportando la condanna dei rinuncianti al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria indicata (versamento alla Cassa delle ammende)

Massime di principio

  • La rinuncia formale al ricorso da parte della parte civile determina in genere l'inammissibilità dell'impugnazione e impedisce alla Corte di Cassazione di entrare nel merito; è quindi decisivo verificare tempestività e volontarietà dell'atto di rinuncia prima di attendersi una pronuncia sulla fondatezza delle censure
  • Se la questione principale è la responsabilità di un ente/dirigente per carenze nella segnaletica, barriere e limiti di velocità, la parte che impugna deve documentare il nesso causale tra l'omissione (mancanza di barriere o limite idoneo) e l'evento dannoso, nonché contrastare puntualmente la consulenza tecnica avversa
  • Le doglianze sulla violazione del codice della strada (es. art. 14 c.d.s.) devono essere formulate specificando quale obbligo concreto sarebbe stato violato e come tale violazione abbia inciso sull'evento
  • La rinuncia può avere effetti economici negativi per il rinunciante (spese processuali e sanzioni come il versamento alla Cassa delle ammende); valutare sempre le conseguenze economiche e procedurali prima di rinunciare
  • Quando si intende contestare un'assoluzione per omicidio colposo per omissione di misure di sicurezza, è strategico anticipare e preservare mezzi di prova (CTU, perizie, rilievi tecnici) e contestare nel dettaglio le valutazioni tecniche allegando controconsulenze se necessario

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