Cassazione Penale, Sentenza n. 33528/2026 del 14/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'indagato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame di Lecce che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di partecipazione ad associazione dedita al narcotraffico. Secondo l'impostazione accusatoria, l'indagato avrebbe reperito sostanze stupefacenti per conto del gruppo criminale, svolgendo stabilmente il ruolo di fornitore e procacciatore. Il quadro indiziario era fondato soprattutto su conversazioni telefoniche nelle quali egli e il presunto capo del sodalizio discutevano di quantitativi, qualità e canali di reperimento della droga. Con il primo motivo è stato dedotto vizio di motivazione e travisamento della prova, sostenendo che alle intercettazioni fosse stato attribuito un significato diverso da quello letterale. La difesa ha evidenziato le difficoltà economiche dell'indagato, l'assenza di traffici concretamente realizzati, il carattere ipotetico delle conversazioni e l'insufficienza del riferimento a uno degli appartenenti al gruppo per dimostrare l'intraneità all'associazione. È stato inoltre sostenuto che anche l'eventuale fornitura di stupefacenti non sarebbe bastata a dimostrare la partecipazione associativa in assenza di un rapporto durevole e stabile con il sodalizio. Con il secondo e il terzo motivo sono state censurate l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelari, rilevando che l'ordinanza era intervenuta nel marzo 2026, circa tre anni dopo l'ultima conversazione ritenuta significativa, nonché l'omessa considerazione di una misura meno afflittiva, quale gli arresti domiciliari con controllo elettronico.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Ha escluso il travisamento della prova, osservando che il Tribunale non aveva rappresentato le intercettazioni in modo difforme dal loro contenuto obiettivo, ma aveva proceduto a una diversa interpretazione e valutazione del significato complessivo delle conversazioni, questione di fatto non sindacabile in cassazione se non per manifesta illogicità o irragionevolezza della motivazione. Ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale del riesame sulla gravità indiziaria, fondata sulle plurime conversazioni relative ad affari comuni connessi al traffico di stupefacenti e indicative di una condivisione di intenti e interessi riconducibile all'ipotesi associativa. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto non decisivo il decorso di circa tre anni dall'ultima conversazione rilevante, poiché il Tribunale aveva valorizzato l'inserimento stabile dell'indagato nel contesto delinquenziale e la professionalità dell'attività illecita, elementi ritenuti idonei a escludere la rescissione del legame associativo. È stata inoltre ritenuta logica la motivazione sull'inidoneità degli arresti domiciliari, considerata la possibilità di mantenere contatti con l'ambiente criminale di riferimento.
Norme richiamate
presunzione relativa riferita al reato per il quale si procede
La presunzione relativa prevista dalla norma non è superata dal solo decorso di circa tre anni dall'ultima emergenza investigativa, quando il giudice abbia motivatamente ritenuto persistente il legame associativo.
La norma è richiamata implicitamente attraverso il riferimento all'ordinanza del Tribunale del riesame e al controllo sulla gravità indiziaria e sulle esigenze cautelari.
Massime di principio
- In sede di legittimità, il travisamento della prova ricorre soltanto quando il giudice di merito abbia indicato il contenuto della prova in modo difforme da quello reale e tale difformità sia decisiva e incontestabile; non integra travisamento la mera contestazione dell'interpretazione o del significato complessivo attribuito a un'intercettazione.
- L'interpretazione e la valutazione del contenuto delle conversazioni intercettate costituiscono apprezzamenti di fatto riservati al giudice di merito e sono sindacabili in cassazione solo nei limiti della manifesta illogicità o irragionevolezza della motivazione.
- Nel controllo di legittimità sull'ordinanza del Tribunale del riesame in materia di gravi indizi di colpevolezza, la Corte di cassazione verifica la congruenza logica e giuridica della motivazione, senza poter sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito né procedere a una diversa ricostruzione dei fatti.
- La stabile attività di reperimento e intermediazione di sostanze stupefacenti, desunta da plurime conversazioni relative ad affari comuni e a una condivisione di interessi con il sodalizio, può concorrere a fondare la gravità indiziaria della partecipazione a un'associazione dedita al narcotraffico.
- Il decorso di un apprezzabile periodo di tempo dall'ultima condotta investigativamente rilevante non esclude di per sé l'attualità delle esigenze cautelari quando il giudice motivi sulla persistenza del legame associativo attraverso l'inserimento stabile nel contesto criminale e la professionalità dell'attività illecita.
- La misura degli arresti domiciliari può essere ritenuta inidonea quando, in relazione al ruolo dell'indagato nel sodalizio e ai suoi rapporti con l'ambiente criminale, sussista un concreto rischio di mantenimento dei contatti con tale ambiente.
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