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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19294/2022 del 17/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di L'Aquila che aveva liquidato a suo favore un'indennità per ingiusta detenzione ma non aveva esaminato la sua espressa richiesta, formulata ai sensi dell'art. 314 c.p.p., di una provvisionale a titolo di alimenti. Il motivo del ricorso deduceva il vizio di motivazione per l'omessa valutazione della domanda provvisionale e l'interesse avverso l'ordinanza. La Procura generale ha chiesto l'annullamento limitatamente alla questione della provvisionale con rinvio per nuovo esame.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente all'omesso esame della domanda di provvisionale a titolo di alimenti. Ha ritenuto che la Corte d'appello abbia erroneamente dichiarato carente l'interesse senza esprimersi sulla richiesta e ha disposto l'annullamento dell'ordinanza per quella parte, con rinvio alla Corte di appello di L'Aquila per un nuovo giudizio in ordine alla provvisionale. La decisione richiama il criterio secondo cui la provvisionale alimentare può essere liquidata solo se il richiedente dimostra uno stato di bisogno cui non è in grado di porre rimedio e che per la natura e quantificazione della provvisionale può farsi riferimento alle disposizioni dell'art. 438 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Norma che consente la domanda di provvisionale nell'ambito della liquidazione della riparazione per ingiusta detenzione; la ricorrente aveva formulato la richiesta ai sensi di questa disposizione e la Corte di appello doveva valutarla.

  • art. 315, comma 3, cod. proc. pen.

    Rinvio operato per le disposizioni sulla riparazione dell'errore giudiziario: nel procedimento di riparazione la Corte può applicare le regole previste per la riparazione dell'errore giudiziario, con la possibilità di disporre provvisionali nei limiti e con i criteri stabiliti.

  • art. 438 cod. proc. pen.

    Richiamato per la natura e i criteri di quantificazione della provvisionale alimentare: la provvisionale assume natura alimentare e la sua concessione e quantificazione devono seguire i principi e limiti ricavabili dall'art. 438 c.p.p.

  • Giurisprudenza (sez. 4, n. 841 del 8/11/2017, Guamieri)

    Affermata la regola secondo cui la provvisionale a titolo di alimenti può essere concessa solo se il richiedente dimostra di versare in uno stato di bisogno cui non sia in grado di porre rimedio.

  • Giurisprudenza (sez. 4, n. 30063 del 18/6/2008)

    Conferma che la natura alimentare della provvisionale impone requisiti di bisogno e criteri di quantificazione; da qui la necessità di prova dello stato di bisogno per ottenere la provvisionale.

Massime di principio

  • Quando, in sede di liquidazione della riparazione per ingiusta detenzione, il soggetto chiede espressamente una provvisionale a titolo di alimenti ai sensi dell'art. 314 c.p.p., il giudice d'appello è obbligato a esaminare e motivare la richiesta, anche se la parte resistente non si è formalmente opposta.
  • La provvisionale a titolo di alimenti ha natura effettivamente alimentare e può essere concessa solo se il richiedente dimostra uno stato di bisogno cui non sia in grado di porre rimedio; la prova del bisogno è dunque essenziale.
  • Per la natura e la quantificazione della provvisionale possono essere richiamati i criteri dell'art. 438 c.p.p.; il giudice deve applicare tali criteri nella determinazione dell'importo.
  • L'omessa valutazione di una richiesta provvisionale costituisce vizio correggibile in Cassazione e può comportare l'annullamento limitato dell'ordinanza con rinvio per nuovo esame.
  • L'assenza di opposizione da parte dell'Amministrazione resistente non solleva il giudice dall'obbligo di verificare l'esistenza dei presupposti per la concessione della provvisionale e di motivare la decisione.

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