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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38095/2025 del 24/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, ritenuto responsabile di plurimi episodi di furto, ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna e aveva determinato gli aumenti di pena per i reati satellite nell'ambito della continuazione. Il ricorso censurava esclusivamente la quantificazione della pena, lamentando in particolare l'entità dell'aumento sanzionatorio per ciascun reato satellite. La Corte ha ritenuto i motivi manifestamente infondati perché generici, non confrontati con la motivazione della sentenza impugnata e diretti, in sostanza, a una nuova valutazione della congruità della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che la pena per ciascun reato satellite era stata determinata in misura contenuta (mesi due di reclusione ed euro 100 di multa) e che la Corte territoriale aveva congruamente giustificato tale scelta in relazione all'entità dei fatti e alla personalità dell'imputato. Ha inoltre affermato che, quando gli aumenti sanzionatori restano entro il limite legale e sono di esigua entità, non è richiesta una motivazione specifica e dettagliata; in cassazione è comunque inammissibile la censura che chieda una nuova valutazione della congruità della pena, salvo arbitrio o manifesta illogicità. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 1, c.p.

    Nel reato continuato, il limite legale del triplo della pena base rappresenta un parametro di legalità della modulazione sanzionatoria; se gli aumenti per i reati satellite restano entro tale limite e sono contenuti, non occorre una specifica motivazione dettagliata.

  • art. 132 c.p.

    Il potere discrezionale del giudice nella determinazione della pena è sindacabile solo se esercitato in modo arbitrario o manifestamente illogico; aumenti di esigua entità escludono in radice un abuso di tale potere.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione è inammissibile la censura che, sotto la veste di vizio motivazionale o di violazione di legge, miri soltanto a ottenere una nuova valutazione della congruità della pena discrezionalmente determinata dal giudice di merito.
  • In tema di reato continuato, il giudice che calcoli distintamente gli aumenti per i singoli reati satellite non deve fornire una motivazione specifica e dettagliata quando gli incrementi siano di modesta entità e rispettino il limite legale complessivo, perché in tal caso non emerge un uso abusivo del potere discrezionale.
  • La motivazione sulla quantificazione della pena è sufficiente quando dà conto, anche sinteticamente, degli elementi considerati dal giudice di merito, come l'entità dei fatti e la personalità dell'imputato, senza che la Cassazione possa sostituirsi al giudice di merito nella valutazione di merito.
  • Le doglianze generiche, non confrontate con la decisione impugnata e prive di critica puntuale alle argomentazioni poste a base della sentenza, sono manifestamente infondate e conducono all'inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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