Cassazione Penale, Sentenza n. 5599/2022 del 17/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza con cui la Corte d'appello, accogliendo la richiesta di Gouadria, aveva riconosciuto il vincolo di continuazione tra i reati oggetto di due sentenze di condanna e, nella determinazione della pena, aveva operato l'aumento per continuazione facendo riferimento alla recidiva reiterata (art. 99, comma 4 c.p.) ritenuta in entrambe le sentenze. Il difensore ha dedotto violazione di legge sostenendo che il limite minimo di aumento pari a un terzo previsto dall'art. 81, comma 4 c.p. opera solo se la recidiva reiterata era stata già applicata con sentenza irrevocabile anteriore alla commissione dei reati; nel caso di specie la recidiva era stata accertata nelle stesse sentenze le cui date di commissione antecedevano le pronunce irrevocabili, per cui l'art. 81, comma 4 è stato erroneamente applicato
La decisione
La Corte di legittimità ha accolto il ricorso. Ha ritenuto errata l'applicazione del limite minimo di aumento a un terzo ex art. 81, comma 4 c.p., perché tale limite trova applicazione solo quando la recidiva reiterata sia stata dichiarata con sentenza irrevocabile antecedente alla commissione dei reati oggetto di valutazione. Dalla ordinanza impugnata risultava che i reati erano stati commessi nel maggio e giugno 2018, mentre le sentenze divennero irrevocabili nel giugno e dicembre 2019; quindi la recidiva non poteva considerarsi preesistente alla commissione. L'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Genova per nuovo giudizio in diversa composizione, affinché si colmino le carenze di motivazione
Norme richiamate
il limite di aumento minimo per la continuazione, pari ad un terzo della pena stabilita per il reato piu' grave, previsto dall'art. 81, comma quarto, cod. pen.
Tale limite minimo si applica solo se l'imputato era gia' stato dichiarato recidivo reiterato con sentenza definitiva emessa prima della commissione dei reati che si stanno cumulando; non si applica quando la recidiva e' stata accertata nelle stesse sentenze relative ai reati uniti dal vincolo di continuazione
recidiva ex art. 99, comma quarto, cod. pen.
La recidiva reiterata rileva ai fini dell'aggravamento solo se dichiarata da sentenza irrevocabile anteriore alla commissione dei reati oggetto del cumulo o della continuazione
Giurisprudenza costituzionale e di legittimita'
Corte Cost., ord. n. 193/2008 e 171/2009; Corte Cost. sent. n. 183/2013; Cass. Sez. 1 n. 18773/2013; Cass. Sez. 4 n. 22545/2018
Orientamenti richiamati confermano che il criterio temporale decisivo e' la data di commissione dei reati rispetto alla data della sentenza che ha dichiarato la recidiva: solo una recidiva definitivamente accertata anteriormente alla commissione attiva l'effetto di cui all'art. 81, comma 4
Massime di principio
- Per valutare l'applicabilita' del limite minimo di aumento per la continuazione (art. 81, comma 4 c.p.) occorre verificare se la recidiva reiterata sia stata dichiarata con sentenza irrevocabile antecedente alla commissione dei reati; la data decisiva e' quella di commissione dei reati, non la data della pronuncia
- Se la recidiva e' stata accertata nelle stesse pronunce che si stanno unendo per continuazione (o in pronunce rese dopo la commissione dei reati), non opera il limite minimo a un terzo previsto dall'art. 81, comma 4
- Il giudice dell'esecuzione o del cumulo deve motivare espressamente sulla cronologia delle condanne e dei fatti: indicare le date di commissione e le date di irrevocabilita' delle sentenze e spiegare se e come la recidiva preesisteva
- In caso di dubbio o carenza di motivazione sulla preesistenza della recidiva, la decisione e' annullabile e la causa puo' essere rinviata per nuovo esame
- La corretta applicazione delle norme sul cumulo e sulla continuazione richiede attenzione sia alle vicende processuali (date di irrevocabilita') sia agli effetti delle qualificazioni di recidiva, evitando di confondere l'applicazione della recidiva con la mera constatazione della stessa in sentenze relative ai reati oggetto di cumulo
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