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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33054/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma complessiva di euro 3000 in favore della cassa delle ammende, ritenendo manifestamente infondate e generiche le censure sul concorso di persone, sul dolo, sulla valutazione delle prove e sulla quantificazione della pena.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda i ricorsi per cassazione proposti da quattro imputati avverso la sentenza della Corte di appello di Roma del 4 dicembre 2024. Dal testo emerge che la vicenda concreta concerne una condotta di opposizione collettiva alle forze dell'ordine, con supporto morale all'azione oppositiva e una rissa intercorsa con gli agenti della sicurezza privata. I ricorrenti hanno dedotto violazioni delle regole sul concorso di persone nel reato, dell'elemento soggettivo del dolo e delle regole di valutazione della prova, sostenendo una ricostruzione alternativa dei fatti e contestando le modalità dell'azione delle forze dell'ordine. Hanno inoltre censurato l'entità della pena, ritenendola eccessiva. La Corte di cassazione ha ritenuto tali doglianze manifestamente infondate e comunque generiche, perché fondate su una diversa lettura del compendio probatorio non consentita in sede di legittimità. Ha inoltre ritenuto adeguatamente motivata la partecipazione concorsuale sulla base del verbale di arresto, dei filmati delle telecamere di sicurezza e dell'identificazione degli imputati, valorizzando anche il supporto morale all'opposizione e la rissa con la sicurezza privata, senza necessità di una diretta e personale partecipazione ad atti violenti. Anche le censure sulla pena sono state ritenute generiche e inammissibili, poiché la Corte di appello aveva motivato in relazione alla gravità dei fatti e ai motivi della condotta. In conclusione, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili con condanna alle spese e al versamento di euro 3000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilit dei ricorsi comporta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende, determinata equitativamente in euro 3000.

Massime di principio

  • In sede di legittimit non consentito sollecitare una rivalutazione del compendio probatorio o proporre una ricostruzione alternativa del fatto, quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione non manifestamente illogica e si confronti con le risultanze istruttorie.
  • La partecipazione concorsuale pu essere desunta anche da condotte di supporto morale all'azione criminosa collettiva, purch adeguatamente motivate sulla base degli elementi probatori complessivi; non necessario che ciascun concorrente ponga in essere direttamente atti violenti.
  • Le censure sull'elemento soggettivo e sulla prova sono inammissibili se generiche e non si confrontano con la motivazione della decisione impugnata.
  • La doglianza relativa alla pena inammissibile quando mira a una nuova e autonoma valutazione di merito della gravit del fatto, in assenza di vizi logici della motivazione di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCircostanze del reato
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiConcorso di personeOnere della prova

Testo integrale

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