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Sentenza

Sentenza del 08/04/2024 n. 324 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Genova

IMU - immobile - nudo proprietario - coniuge superstite - diritto di abitazione - inconfigurabilità - legittimazione passiva - sussistenza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'avviso di accertamento IMU per l'anno 2017 sostenendo che il soggetto passivo fosse la madre, titolare del diritto di abitazione ex art. 540 c.c. in quanto coniuge superstite; ha denunciato difetto di motivazione e nullità dell'atto e richiamato pronunce costituzionali e di legittimità. Il Comune ha contestato l'esistenza del diritto di abitazione perché l'immobile non era adibito a residenza familiare (il defunto e il figlio erano residenti in L), ha prodotto dati sui consumi e ha rilevato omissioni dichiarative e la mancanza di prova di pagamento dell'IMU per altro immobile.

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso: ha ritenuto che non risultasse costituito a favore della madre il diritto reale di abitazione ex art. 540 c.c. poiché l'immobile non era adibito a residenza familiare del defunto (evidenze anagrafiche e dati sui consumi indicavano l'uso come seconda casa). Ha inoltre rilevato l'assenza di prova dell'integrale pagamento dell'IMU su altro immobile e richiamato precedenti pronunce sfavorevoli al ricorrente. Conseguentemente l'avviso IMU è stato confermato; spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 540 c.c.

    Il diritto di abitazione previsto dall'art. 540 c.c. per il coniuge superstite nasce solo se l'abitazione era adibita a residenza familiare del defunto o comune; in mancanza di tale adibizione (caso di seconda casa) il diritto non sussiste e il nudo proprietario può essere considerato soggetto passivo.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 207/2022

    "le dichiarazioni di illegittimità costituzionale ora pronunciate valgono a rimuovere i vulnera ... con riguardo alle abitazioni principali, ma non determinano, in alcun modo, una situazione in cui le cosiddette 'seconde case' ... ne possano usufruire."

    La Corte ha chiarito che le pronunce di incostituzionalità sul regime IMU riferiscono esclusivamente alle abitazioni principali e non estendono benefici alle seconde case; spetta agli enti locali effettuare controlli per accertare l'effettiva destinazione dell'immobile.

Massime di principio

  • Il diritto di abitazione del coniuge superstite ex art. 540 c.c. opera solo quando l'immobile era adibito a residenza familiare; la mera titolarità ereditaria non è sufficiente.
  • Se l'immobile risulta usato come 'seconda casa' (residenza anagrafica e dati di consumo discordanti), il diritto di abitazione può essere escluso e il nudo proprietario può essere considerato soggetto passivo IMU.
  • I comuni possono e devono acquisire elementi probatori (residenze anagrafiche, consumi, dichiarazioni) per verificare l'effettiva destinazione dell'immobile; il contribuente deve fornire prove contrarie per ottenere l'esenzione o l'attribuzione del carico fiscale al titolare di diritto reale.
  • Le pronunce di illegittimità costituzionale sull'IMU riguardano le abitazioni principali e non determinano effetti automatici sulle seconde case; non costituiscono di per sé titolo per escludere la tassazione se i fatti dimostrano l'uso come seconda casa.
  • In contenziosi simili è importante provare l'esistenza formale e fattuale del diritto di abitazione (atto costitutivo/contesto familiare e prova della dimora abituale), nonché l'eventuale pagamento dell'imposta su altri immobili per evitare contestazioni di 'doppi benefici'.

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