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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30989/2023 del 17/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava il decreto che applicava la misura di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per due anni e cauzione di 600 euro, deducendo: (1) violazione dell'art. 1, lett. c) d.lgs. 159/2011 e mancato rispetto del principio di autonomia tra procedimenti penali e di prevenzione; sosteneva che la pericolosità non fosse attuale, richiamando il certificato dei carichi pendenti la cui ultima iscrizione risalirebbe al 2016; (2) violazione dell'art. 6 d.lgs. 159/2011 e vizio di motivazione in relazione all'imposizione dell'obbligo di soggiorno, ritenuta illegittima e non adeguatamente motivata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e non confrontato con la motivazione del provvedimento impugnato. Ha confermato l'inquadramento del ricorrente nella pericolosità generica, individuando temporalmente la pericolosità nel periodo 2015-2019 sulla base delle plurime condanne, molte irrevocabili, per reati in materia di stupefacenti e di procedimenti pendenti con affermazioni di responsabilità non ancora irrevocabili. Ha ritenuto congrua la valutazione della mancanza di fonti lecite di sostentamento (assenza di dichiarazione dei redditi) e non idonea ad alterare il giudizio la produzione di una attività lavorativa dal 2022 con proventi esigui. Per tali ragioni la misura applicata è risultata non censurabile. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, per colpa nella determinazione dell'inammissibilità, al versamento in via equitativa di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. (Decisione resa dalla Terza Sezione penale, pronuncia del 3...)

Norme richiamate

  • d.lgs. 159/2011, art. 1, lett. b) e c)

    La Corte territoriale ha utilizzato le lettere b) e c) dell'art. 1 per inquadrare il ricorrente nella categoria di pericolosità generica, sulla base di plurime condanne e procedimenti relativi a reati di droga; la Cassazione ha ritenuto congrua tale ricostruzione.

  • d.lgs. 159/2011, art. 6

    La norma che disciplina i limiti e le prescrizioni della sorveglianza speciale (tra cui l'obbligo di soggiorno) richiede motivazione specifica; nel caso la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione territoriale e personale fondata sul complessivo quadro di pericolosità e sull'assenza di redditi leciti.

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione alla condanna integrativa (versamento alla Cassa delle ammende), inquadrando i presupposti per l'applicazione di una sanzione pecuniaria equitativamente determinata in caso di colpa nella proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione contro provvedimenti di prevenzione deve confrontarsi point-by-point con la motivazione della sentenza impugnata: deduzioni generiche portano all'inammissibilità.
  • La pericolosità sociale può essere valutata sulla base di un arco temporale fatto di condanne anche non tutte irrevocabili e di procedimenti pendenti; la sua attualità si valuta nel contesto complessivo degli episodi e delle condanne più recenti significative.
  • La mancanza di prove di fonti lecite di sostentamento è un elemento che rafforza la valutazione di pericolosità e può giustificare misure come la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.
  • L'imposizione dell'obbligo di soggiorno richiede motivazione specifica; se il giudice dimostra adeguatamente la necessità del vincolo in relazione al quadro probatorio, la misura è difficilmente censurabile in cassazione.
  • Chi propone ricorso in cassazione deve assumersi il rischio di condanna per spese e sanzioni (anche alla Cassa delle ammende) se il ricorso è ritenuto colpevolmente infondato o non diligentemente motivato.

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