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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33218/2026 del 09/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

L'imputato era stato condannato per furto aggravato, commesso il 28 gennaio 2025 ai danni di un esercizio commerciale, dopo esservi entrato forzando la serratura e avendo sottratto prodotti cosmetici. In precedenza era stato condannato per una rapina impropria relativa a fatti dell'8 ottobre 2024, anch'essi concernenti la sottrazione di prodotti cosmetici. La difesa aveva chiesto il riconoscimento della continuazione tra i due reati, valorizzando l'identità del bene giuridico tutelato, l'omogeneità delle condotte, l'identità dell'oggetto materiale, il circoscritto ambito territoriale e il breve intervallo temporale. Con l'unico motivo di ricorso sono stati dedotti vizi di motivazione ed erronea applicazione dell'art. 81 c.p. La Corte di appello aveva escluso l'unicità del disegno criminoso attribuendo rilievo alla diversità delle fattispecie e, soprattutto, alla sottoposizione dell'imputato, nel periodo tra i due reati, a una misura cautelare non custodiale, consistente nel divieto di dimora. Il ricorrente ha sostenuto che tale misura non fosse incompatibile con la continuazione e che la Corte territoriale avesse omesso di valutare adeguatamente gli ulteriori elementi indicati dalla difesa.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha affermato che la detenzione o altra misura limitativa della libertà personale intervenuta tra reati separatamente giudicati non esclude di per sé l'identità del disegno criminoso e impone comunque al giudice una verifica concreta degli elementi indicativi della preordinazione unitaria. Nel caso esaminato, la Corte di appello aveva dato rilievo determinante, in modo meramente assertivo, al divieto di dimora, senza spiegare perché una misura non custodiale fosse incompatibile con la continuazione. Aveva inoltre omesso un'adeguata valutazione dell'omogeneità dei reati, dell'identità dei prodotti cosmetici, del medesimo ambito territoriale e del breve intervallo temporale. La sentenza è stata annullata limitatamente alla continuazione, con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Firenze per nuovo giudizio sul punto.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma incriminatrice del furto, richiamata per la condanna relativa alla sottrazione di beni dall'esercizio commerciale.

  • art. 625, comma 1, n. 2, c.p.

    Norma relativa alla circostanza aggravante del furto, richiamata in relazione alla forzatura della serratura della porta di ingresso.

  • art. 81 c.p.

    Disciplina del reato continuato; la sua applicazione richiede la verifica concreta dell'unicità del disegno criminoso e non è esclusa automaticamente da una misura limitativa della libertà personale intervenuta tra i reati.

Massime di principio

  • La detenzione in carcere o altra misura limitativa della libertà personale intervenuta tra reati separatamente giudicati non è, di per sé, incompatibile con l'identità del disegno criminoso e non esonera il giudice dalla verifica concreta degli elementi rivelatori di una preordinazione unitaria.
  • La sottoposizione dell'imputato a una misura cautelare non custodiale, quale il divieto di dimora, non può essere considerata automaticamente ostativa al riconoscimento della continuazione; il giudice deve spiegare specificamente perché, nel caso concreto, essa escluderebbe l'unicità del disegno criminoso.
  • Nel giudizio sulla continuazione, il giudice deve valutare complessivamente e motivare in modo non apparente gli elementi indicativi dell'unitarietà del programma criminoso, tra cui l'omogeneità dei reati, l'identità o analogia dell'oggetto materiale, il luogo o ambito territoriale di consumazione e la prossimità temporale delle condotte.
  • La diversità delle fattispecie criminose non esclude automaticamente la continuazione quando i reati appartengono alla medesima area di tutela e presentano significativi elementi di omogeneità concreta.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoFurtoImpugnazioni
RamiParte generaleDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiContinuazione

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