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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07531/2025 del 21/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (avvocato)

La controversia

Il ricorrente, avvocato che aveva patrocinato uno solo dei ricorrenti nel precedente giudizio definito con ordinanza della Corte, ha chiesto in proprio la correzione di un errore materiale contenuto nell’epigrafe dell’ordinanza n. 35409/2023. In particolare, sosteneva che l’ordinanza lo indicava erroneamente come difensore di ventuno ricorrenti nel ricorso riunito n. 20557/2021, mentre in realtà egli assisteva esclusivamente uno di essi, Carmelo Sala. La domanda di correzione era volta a eliminare l’inesattezza nell’indicazione dei difensori e delle parti assistite.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammissibile l’istanza proposta personalmente dall’avvocato, poiché l’errore nell’indicazione della sua attività difensiva incide su un suo interesse proprio. Nel merito, ha accolto il ricorso, verificando direttamente gli atti e accertando che nel ricorso originario i ventuno ricorrenti erano difesi dall’avv. Carlo Amoruso, con la sola eccezione di Carmelo Sala, difeso dal ricorrente. Ha quindi disposto la correzione dell’ordinanza precedente nei termini indicati in motivazione e ha incaricato la Cancelleria di formare il documento informatico del provvedimento corretto e della presente ordinanza di correzione. Non ha provveduto sulle spese, richiamando la natura amministrativa e non giurisdizionale del procedimento di correzione degli errori materiali.

Norme richiamate

  • art. 86 c.p.c.

    È richiamato per indicare che l’avvocato ha agito in proprio nel procedimento di correzione.

  • art. 196 quinquies, quinto comma, disp. att. c.p.c.

    È applicato per disporre che la Cancelleria formi e inserisca nel fascicolo informatico il documento contenente la copia del provvedimento corretto e della correzione.

  • art. 196 quinquies, ultimo comma, disp. att. c.p.c.

    Viene richiamato nel dispositivo per il mandato alla Cancelleria di adempiere agli adempimenti informatici conseguenti alla correzione.

  • Cass. Sez. U., 14/11/2024, n. 29432

    È citata per affermare che il procedimento di correzione degli errori materiali ha natura amministrativa e non giurisdizionale, con conseguente esclusione di una statuizione sulle spese.

Massime di principio

  • L’avvocato è legittimato a proporre personalmente l’istanza di correzione di un errore materiale quando l’inesattezza incide su un suo interesse proprio, distinto da quello del cliente, come nel caso dell’erronea indicazione della sua difesa in un precedente provvedimento.
  • Nel procedimento di correzione degli errori materiali il giudice può verificare direttamente gli atti del fascicolo per accertare la reale portata dell’errore e correggere il provvedimento secondo il contenuto effettivo degli atti processuali.
  • La correzione dell’errore materiale può riguardare anche l’epigrafe di un provvedimento della Corte di cassazione, quando l’inesattezza sia oggettivamente individuabile e non vi sia incertezza sul provvedimento da correggere.
  • Il procedimento di correzione degli errori materiali, avendo natura amministrativa e non giurisdizionale, non comporta una pronuncia sulle spese processuali.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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