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Ordinanza

Ordinanza n. 83/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma della sentenza di rigetto del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza) n. 1900/2025, resa tra le parti, e per il conseguente annullamento (previa sospensione): - della determinazione del Comune di Termini Imerese del 22 gennaio 2024 n. 1 avente ad oggetto l’annullamento della concessione edilizia in sanatoria n. 35 del 13 agosto 2009 e conseguente diniego delle relative richieste di condono edilizio;

Giustizia amministrativa202600147

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia, Sezione Terza, che aveva respinto il ricorso contro l'annullamento in autotutela di una concessione edilizia in sanatoria e il diniego delle correlate istanze di condono edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato la sentenza di primo grado chiedendone la riforma e, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia. La controversia riguarda la determinazione comunale del 22 gennaio 2024, con la quale il Comune ha annullato in autotutela la concessione edilizia in sanatoria rilasciata nel 2009 e ha negato le richieste di condono correlate. I profili controversi riguardano, secondo quanto emerge dall'ordinanza, l'ultimazione delle opere entro la data utile per la sanatoria e la localizzazione dell'immobile entro la fascia di inedificabilità di 150 metri dalla linea di battigia. L'appellante contestava la valutazione degli elementi istruttori compiuta dal primo giudice e il rilievo attribuito alle risultanze tecniche comunali rispetto alla perizia di parte.

La decisione

Il CGARS ha respinto l'istanza cautelare. In sede di sommaria delibazione, ha ritenuto che i motivi d'appello non fossero allo stato idonei a evidenziare un apprezzabile e immediato grado di verosimiglianza della riforma della sentenza impugnata. Quanto al periculum in mora, ha osservato che il pregiudizio prospettato risultava in parte mediato da eventuali e futuri atti repressivi dell'amministrazione, dei quali non erano concretamente delineati tempi e contenuti, sicché non appariva immediato e inevitabile. Non sono state disposte spese, poiché il Comune non si è costituito in giudizio.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per la domanda cautelare in appello.

Massime di principio

  • In sede cautelare d'appello, la sospensione della sentenza di primo grado richiede una sommaria delibazione favorevole sulla verosimiglianza della riforma; l'assenza di un apprezzabile e immediato fumus giustifica il rigetto dell'istanza.
  • Il periculum in mora non è concreto quando il pregiudizio prospettato dipende da eventuali e futuri atti repressivi dell'amministrazione, dei quali non siano delineati con sufficiente concretezza tempi e contenuti; in tal caso il danno non può ritenersi immediato e inevitabile.
  • Nella valutazione cautelare della legittimità dell'annullamento in autotutela di un titolo edilizio in sanatoria, possono assumere rilievo decisivo gli elementi istruttori relativi all'ultimazione delle opere entro il termine utile e alla localizzazione dell'immobile in una fascia di inedificabilità, quando siano stati criticamente esaminati dal giudice di primo grado.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutotutelaTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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