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Parere

Parere n. 726/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla signora -OMISSIS- contro il Ministero dell’interno per l’annullamento del decreto del 25 novembre 2023 di rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno.

Giustizia amministrativa202401512

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del decreto del Questore di Palermo del 25 novembre 2023, notificato il 23 gennaio 2024, di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari e per lavoro autonomo.

Esito

INAMMISSIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

La ricorrente ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per l'annullamento del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, deducendo tre motivi di censura e contestando il rigetto fondato sul difetto del requisito reddituale e sull'insufficienza della documentazione prodotta. Il Ministero dell'interno ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, sostenendo che il provvedimento non fosse definitivo ai sensi dell'art. 8 d.P.R. 1199/1971, poiché avrebbe dovuto essere previamente impugnato con ricorso gerarchico al Prefetto, rimedio indicato insieme al ricorso giurisdizionale al TAR in calce al provvedimento.

Il parere

La Sezione ha accolto l'eccezione ministeriale e ha ritenuto il ricorso straordinario inammissibile. Il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno è stato considerato non definitivo, poiché non era stato previamente esperito il ricorso gerarchico al Prefetto. La Sezione ha richiamato il proprio precedente parere n. 480/2025 del 19 maggio 2025 e non ha esaminato nel merito i tre motivi di censura. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell'interessata ai sensi dell'art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003 e degli artt. 5 e 6 del regolamento (UE) 2016/679.

Osservazioni

Ammissibilità del ricorso straordinario

Il ricorso straordinario è inammissibile perché il provvedimento impugnato non è definitivo ai sensi dell'art. 8 d.P.R. 1199/1971. Prima della proposizione del ricorso straordinario avrebbe dovuto essere esperito il ricorso gerarchico al Prefetto, indicato in calce al provvedimento insieme al ricorso giurisdizionale al TAR.

Norme richiamate

  • art. 8 d.P.R. 1199/1971

    Il ricorso straordinario è ammesso contro atti definitivi; la definitività del provvedimento presuppone, nel caso esaminato, il previo esperimento del ricorso gerarchico al Prefetto.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Consente l'oscuramento dei dati identificativi a tutela dei diritti o della dignità dell'interessato.

  • artt. 5 e 6 del regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale base ulteriore per la tutela dei dati personali e l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è inammissibile quando l'atto impugnato non è definitivo ai sensi dell'art. 8 d.P.R. 1199/1971 e l'interessato non abbia previamente esperito il ricorso gerarchico previsto dall'ordinamento.
  • L'indicazione, nel provvedimento amministrativo, del ricorso gerarchico come rimedio esperibile costituisce un elemento rilevante per verificare la non definitività dell'atto ai fini dell'ammissibilità del ricorso straordinario.

Inammissibilità del ricorso straordinario contro il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, ha esaminato un ricorso straordinario proposto da una cittadina straniera contro il Ministero dell'interno per l'annullamento del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari e per lavoro autonomo.

Premesse e provvedimento impugnato

L'interessata aveva presentato il 19 settembre 2022 un'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. Il Questore di Palermo l'aveva respinta con decreto del 25 novembre 2023, notificato il 23 gennaio 2024, ritenendo non dimostrato il requisito reddituale per insufficienza della documentazione prodotta.

Ricorso e posizione dell'amministrazione

La ricorrente ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, articolando tre motivi di censura e chiedendo l'annullamento del diniego. Il Ministero dell'interno ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, rilevando che il provvedimento non era definitivo ai sensi dell'art. 8 d.P.R. 1199/1971. Secondo il Ministero, il diniego avrebbe dovuto essere previamente impugnato con ricorso gerarchico al Prefetto; tale rimedio, insieme al ricorso giurisdizionale al TAR, era indicato in calce al provvedimento.

La ricorrente non ha presentato osservazioni o controdeduzioni alla relazione ministeriale.

Valutazione del Consiglio di Stato

La Sezione ha ritenuto fondata l'eccezione di inammissibilità. Ai fini dell'accesso al ricorso straordinario, l'atto deve essere definitivo. Nel caso esaminato, la definitività mancava perché non era stato previamente esperito il ricorso gerarchico al Prefetto. La Sezione ha richiamato il precedente parere della Sezione Prima n. 480/2025 del 19 maggio 2025.

La questione è stata definita sul piano processuale e i tre motivi di merito proposti dalla ricorrente non sono stati esaminati.

Esito

Il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso fosse dichiarato inammissibile. Ne consegue la prevalenza della posizione dell'amministrazione resistente.

Tutela dei dati personali

La Sezione ha disposto l'oscuramento delle generalità e di ogni altro dato idoneo a identificare l'interessata, richiamando l'art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003 e gli artt. 5 e 6 del regolamento (UE) 2016/679, a tutela dei diritti e della dignità della persona.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàRiparto di giurisdizione

Testo integrale

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