Sentenza del 30/05/2022 n. 32 - Comm. Trib. II grado di Trento
Prestazioni di servizi - Fatturazione di acconti - Imponibilità delle operazioni - Condizioni - Fatture generiche e ripetitive - Operazioni oggettivamente inesistenti
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialela Corte ha ritenuto legittima la qualificazione delle fatture come emesse per operazioni oggettivamente inesistenti e, conseguentemente, legittimo il disconoscimento del diritto alla detrazione dell'IVA addebitata in quelle fatture. In sintesi, le fatture generiche e ripetitive prive di elementi determinanti non consentono la detrazione dell'IVA e possono essere considerate inesistenti ai fini fiscali.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
si discuteva se acconti o fatturazioni anticipate relative a prestazioni di servizi dessero diritto alla detrazione dell'IVA. La sentenza valuta se, al momento dell'acconto o della fatturazione anticipata, il contenuto economico dell'operazione fosse gia' in tutto o in parte realizzato, verificando se gli elementi rilevanti della futura prestazione fossero noti e determinate o determinabili. Le fatture erano generiche e ripetitive, con diciture del tipo "consulenze/prestazioni: acconto prestazioni da effettuarsi per vs conto", senza precisare gli elementi essenziali delle future prestazioni né fornire accordi preventivi che le rendessero determinate ai sensi dell'art. 1346 c.c.
Norme richiamate
la norma sul contratto a contenuto aleatorio e sulla determinazione degli elementi essenziali è stata richiamata per affermare che, in mancanza di accordi che rendano determinati o determinabili gli elementi della futura prestazione, non si può ritenere realizzato il contenuto economico dell'operazione al momento dell'acconto e quindi la fattura non descrive un'operazione certa
Massime di principio
- Un acconto o una fattura anticipata può essere considerata fiscalmente rilevante (ai fini IVA) solo se, al momento dell'incasso o della fatturazione, gli elementi essenziali della prestazione sono noti e l'operazione appare certa; in mancanza, non si realizza il presupposto per la detrazione dell'IVA.
- Fatture con diciture generiche e ripetitive (es. "acconto prestazioni da effettuarsi per vs conto" senza indicazione di natura, entità, termini o criteri di determinazione della prestazione) non provano la determinabilità dell'operazione e possono essere qualificate come oggettivamente inesistenti.
- Il contribuente ha l'onere di dimostrare l'esistenza di accordi che rendano determinati o determinabili gli elementi della futura prestazione (contratti, piani di lavoro, corrispondenza, termini e condizioni) per legittimare la rilevanza fiscale dell'acconto e il diritto alla detrazione IVA.
- Per evitare il rischio di disconoscimento, è opportuno documentare in modo chiaro e preventivo: oggetto della prestazione, criteri di determinazione del corrispettivo, tempi di esecuzione e collegare le fatture di acconto a contratti o ordini determinati.
- Le amministrazioni fiscali possono qualificare come inesistenti operazioni soltanto vagamente descritte e prive di elementi probatori: la mera emissione di una fattura non basta se il suo contenuto non corrisponde a un'operazione economicamente determinata.
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