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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21367/2025 del 06/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo il motivo non specifico e comunque infondato in relazione al sindacato sul trattamento sanzionatorio e sul diniego delle circostanze attenuanti generiche. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari del 17/06/2024. L'unico motivo denunciava vizi motivazionali in relazione al trattamento sanzionatorio: in particolare, si contestava la motivazione sulla dosimetria della pena e sul mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di cassazione rileva però che il motivo era privo di concreta specificità e comunque inammissibile perché diretto a censurare il trattamento punitivo nonostante la sentenza di merito fosse sorretta da motivazione sufficiente e non illogica. La Corte richiama il principio secondo cui, in tema di pena, è sufficiente il richiamo agli elementi ritenuti decisivi o formule sintetiche come "pena congrua" o "pena equa", senza necessità di motivazione dettagliata quando la pena è inferiore alla media edittale; inoltre, per il diniego delle attenuanti generiche, non occorre confutare tutti gli elementi prospettati dalle parti, essendo sufficiente il riferimento agli elementi negativi ritenuti decisivi o all'assenza di elementi positivi. Nel caso concreto, i giudici di merito avevano già esplicitato le ragioni del diniego delle generiche e della congruità della pena.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche richiedono la presenza di elementi positivi che l'interessato ha l'onere di dedurre specificamente; nel diniego è sufficiente che il giudice richiami l'assenza o la mancata deduzione di tali elementi, senza dover esaminare singolarmente ogni dato favorevole o sfavorevole allegato.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, la censura sulla dosimetria della pena è inammissibile se si limita a contestare in modo generico una motivazione che abbia comunque individuato gli elementi ritenuti rilevanti e sia logicamente coerente.
  • La motivazione sul trattamento sanzionatorio può essere assolta anche in forma sintetica, mediante il richiamo agli elementi decisivi o con formule equivalenti, senza necessità di analitica confutazione, soprattutto quando la pena irrogata sia inferiore alla media edittale.
  • Il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche non richiede la disamina puntuale di tutti gli elementi favorevoli allegati dalle parti: è sufficiente un riferimento congruo agli elementi negativi decisivi o alla mancanza di elementi positivi.
  • Per ottenere le attenuanti generiche, la parte interessata deve dedurre in modo specifico elementi positivi idonei a giustificare il beneficio; in difetto, il diniego del giudice di merito è legittimamente motivato con il solo richiamo alla loro assenza.
  • Il sindacato di cassazione sulla discrezionalità del giudice di merito in materia di pena e attenuanti è limitato alla verifica della sufficienza e non illogicità della motivazione, non potendo risolversi in una nuova valutazione del merito.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazioneCircostanze del reato
RamiParte generale

Testo integrale

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