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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30600/2026 del 11/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 18/11/2025. Dal testo emerge che il caso riguarda una falsa denuncia di smarrimento di un assegno, ritenuta dalla Corte territoriale integrare il delitto di calunnia. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato perché la falsa denuncia era idonea a provocare l'avvio di un procedimento penale per ricettazione, reato procedibile d'ufficio. La difesa contestava, in sostanza, la configurabilità della calunnia, ma la Cassazione ha escluso ogni rilievo della diversa ipotesi di furto, evidenziando che non vi erano elementi per prospettarla e che esso sarebbe comunque procedibile a querela.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo manifestamente infondato. Ha confermato l'impostazione della Corte d'appello secondo cui la falsa denuncia di smarrimento di un assegno integra il reato di calunnia, perché è sufficiente che la falsa incolpazione sia astrattamente e concretamente idonea a determinare l'avvio di un procedimento penale per un reato procedibile d'ufficio, nella specie la ricettazione. L'imputato è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 368 c.p.

    La calunnia è configurabile quando, con denuncia o altra comunicazione diretta all'autorità, si incolpa falsamente taluno di un reato, essendo sufficiente la concreta possibilità di instaurazione di un procedimento penale per un fatto procedibile d'ufficio.

  • art. 648 c.p.

    Il riferimento al reato di ricettazione serve a individuare il delitto che la falsa denuncia poteva concretamente far emergere e che è procedibile d'ufficio, rendendo configurabile il pericolo tipico della calunnia.

  • querela di parte

    Il testo evidenzia che il furto è procedibile a querela e, quindi, non era il reato idoneo a fondare il pericolo richiesto dalla calunnia nel caso concreto.

Massime di principio

  • Il delitto di calunnia è un reato di pericolo: non occorre che il procedimento penale venga effettivamente instaurato, ma basta che la falsa incolpazione sia concretamente idonea a provocarne l'avvio.
  • Ai fini della calunnia, la verifica va condotta con riferimento al reato che la falsa denuncia può ragionevolmente fare emergere presso l'autorità; se tale reato è procedibile d'ufficio, il pericolo tipico è integrato.
  • La falsa denuncia di smarrimento di un bene può integrare calunnia quando, per le circostanze esposte, sia idonea a far ipotizzare un reato procedibile d'ufficio, come la ricettazione, e non già un reato perseguibile a querela privo di elementi concreti di emersione.
  • Nel giudizio di legittimità, il ricorso è inammissibile quando si fonda su una censura manifestamente infondata rispetto alla corretta qualificazione giuridica dei fatti operata dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieCalunnia
RamiReati contro l'amministrazione della giustizia

Testo integrale

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