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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45275/2022 del 29/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Statua impugnava l'ordinanza del G.I.P. che aveva rigettato l'opposizione al decreto del Pubblico Ministero di respingere la richiesta di restituzione di tre mazzette di banconote e di 1.500 euro. Denunciava violazione di norme processuali, illogicita e carenza di motivazione, sostenendo che il sequestro operato dalla polizia giudiziaria era inefficace per la mancanza di successiva convalida e che il decreto del P.M. indicava in modo meramente categoriale i beni da cercare senza specificare le somme sequestrate. Il G.I.P. aveva omesso di esaminare tale doglianza ritenendo che dovesse essere proposta con istanza di riesame.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Venezia perché valuti nel merito l'opposizione al rigetto della richiesta di restituzione. La Corte ha rilevato che il G.I.P. ha violato la legge omettendo di pronunciarsi sulla doglianza relativa all'inefficacia del sequestro per mancanza di convalida e ha precisato che la via corretta per contestare tale inefficacia è la richiesta di restituzione al P.M. e, in caso di diniego, l'opposizione al G.I.P. ex art. 263, comma 5 cod. proc. pen., non il riesame riservato ai decreti ex art. 253.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1 cod. proc. pen.

    Consente il ricorso per cassazione per i motivi indicati; la Corte ne dichiara l'ammissibilita avverso l'ordinanza del G.I.P. che decide sull'opposizione al decreto di rigetto della restituzione.

  • art. 263, comma 5 cod. proc. pen.

    Stabilisce che il G.I.P. provvede sull'opposizione degli interessati al decreto del pubblico ministero di rigetto della richiesta di restituzione delle cose sequestrate; quindi l'opposizione al G.I.P. e la via corretta per contestare il diniego di restituzione.

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Regola il decreto che puo essere soggetto a riesame; la Corte distingue che il riesame e lo strumento riservato ai decreti ex art. 253, mentre la contestazione dell'inefficacia del sequestro per mancata convalida va proposta tramite opposizione ex art. 263, comma 5.

Massime di principio

  • Se la polizia giudiziaria ha sequestrato beni (incluso denaro) e non vi e stata una convalida specifica del P.M. che elenchi le cose, la parte deve prima chiedere la restituzione al Pubblico Ministero; in caso di diniego, proporre opposizione al G.I.P. ex art. 263, comma 5, e non ricorrere direttamente al riesame.
  • Il G.I.P. e tenuto a esaminare e motivare le doglianze relative all'inefficacia del sequestro per mancanza di convalida; l'omissione di tale esame costituisce vizio giurisdizionale cagionante l'annullamento.
  • Il riesame e lo strumento previsto per i decreti emessi ai sensi dell'art. 253: non puo essere invocato per sopperire alla mancata valutazione da parte del G.I.P. di un'opposizione ex art. 263, comma 5.
  • Il decreto di perquisizione/sequestro del P.M. dovrebbe indicare con sufficiente specificita gli oggetti o le somme da sottoporre a vincolo: l'indicazione meramente categoriale puo essere contestata come vizio procedurale efficace a ottenere la restituzione.
  • In casi analoghi procedere secondo la sequenza: richiesta di restituzione al P.M. -> se respinta, opposizione al G.I.P. ex art. 263(5) -> il G.I.P. deve valutare il merito e motivare in ordine alla convalida e all'eventuale inefficacia del sequestro.

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